Tre partite aperte, tre terreni diversi, un filo unico: la qualità del lavoro e la tenuta industriale delle imprese del credito, delle assicurazioni e della riscossione non possono restare sullo sfondo delle grandi manovre in corso. Dal risiko bancario attorno a Monte dei Paschi, al piano triennale di AXA che rimette al centro l’Italia, fino alla proroga in extremis dello sconto sulle accise: la settimana si apre con dossier che chiedono di essere letti insieme, perché definiscono il perimetro entro cui si giocheranno scelte destinate a durare.
Banche — MPS/Intesa: l’Antitrust apre l’istruttoria sull’Opas
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato lunedì 14 settembre un procedimento istruttorio sull’Opas di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi, mentre Lovaglio è a New York per un roadshow con gli investitori a sostegno dell’offerta MPS su Mediobanca. Come sintetizza Luca Davi sul Sole 24 Ore, l’Autorità ritiene che l’operazione sia “suscettibile di ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva” in numerosi mercati provinciali, con particolare attenzione a raccolta bancaria, impieghi a famiglie e PMI, risparmio amministrato e distribuzione assicurativa.
Su questo terreno la Uilca ha preso una posizione netta con il comunicato “Il lavoro deve pesare nelle decisioni”. Il futuro del Monte non è solo una questione di azionisti: va valutato il contributo di ciascun progetto al sistema produttivo, alla qualità dell’occupazione e alla pluralità del credito. Il disegno di Intesa prevede la frammentazione delle attività MPS tra il gruppo e l’entità destinata a Unipol: una scelta che interviene sull’unità dell’azienda e va valutata per le sue conseguenze complessive. La Uilca chiede di dare forza a soluzioni che conservino un’impresa riconoscibile, con responsabilità, competenze e capacità di investimento proprie, valorizzando il percorso di risanamento e il legame con Siena. Il sindacato rivendica un ruolo che va oltre la contrattazione delle garanzie, estendendosi al giudizio sulla qualità industriale del progetto per intervenire mentre gli orientamenti si definiscono.
Assicurazioni — AXA presenta il piano triennale e conferma la partnership con MPS
AXA ha annunciato il nuovo piano al 2029 con una crescita dell’utile per azione tra il 7% e il 9% e la distribuzione del 75% dell’utile ai soci. Il gruppo si dichiara pronto a ogni soluzione sulla joint venture con MPS, a prescindere dall’esito dell’Opas di Intesa. Come riporta Anna Messia su MF-Milano Finanza, il ceo per European Markets and Health Patrick Cohen ha ribadito che “l’Italia è strategica per AXA, motore di crescita in Europa”, ricordando il rafforzamento nel Paese tramite le acquisizioni di Nobis e Prima e sottolineando che dai 2.000 agenti della rete arriva più della metà delle polizze vita.
La lettura Uilca parte da un punto fermo: l’accordo di aggiornamento della contrattazione di secondo livello firmato in MPS a luglio 2026 include perimetro e tutele che riguardano anche i lavoratori delle joint venture AXA-MPS. Le partnership assicurative del Monte producono un valore rilevante — oltre 270 milioni di dividendi dalle JV AXA MPS Vita e Danni nel 2026 — e vanno preservate come asset industriali della banca in vista di ogni ipotesi di riassetto. Il tema non è solo finanziario: al centro c’è la capacità di mantenere insieme competenze, professionalità e presidio industriale in un comparto che continua a generare occupazione qualificata.
Riscossione — Proroga dello sconto accise sul diesel e rebus buoni benzina
Il Governo prepara un’altra proroga di una settimana del taglio delle accise sul gasolio, mentre resta aperto il nodo dei buoni benzina per dipendenti e autonomi e dei correttivi Ires con “doppi binari” contabili; sul tavolo anche uno sconto per i redditi bassi. Come racconta Giuseppe Colombo nel retroscena su La Repubblica, la scelta è dettata dalla necessità di “evitare un buco negli aiuti”, con il rischio a vista del gasolio oltre i 2,4 euro, soglia definita “pericolosa” a Palazzo Chigi.
Per la Uilca la riscossione resta un capitolo centrale dell’agenda, soprattutto sul fronte del rinnovo contrattuale e della definizione del perimetro dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione dopo la riforma. Il posizionamento è chiaro: ogni intervento su accise, rottamazione e riforma degli incentivi deve accompagnarsi a stabilità occupazionale e valorizzazione professionale del personale, coerentemente con il quadro contrattuale del settore. Le misure emergenziali non possono diventare l’unico orizzonte: servono scelte strutturali che riconoscano il ruolo di chi ogni giorno tiene in piedi la macchina fiscale del Paese.