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Rassegna stampa UILCA Lombardia 
La rassegna di oggi mette in evidenza tre questioni con possibili ricadute sui mercati, sulle imprese e sulla vita quotidiana delle persone. Nel settore bancario, il sostegno di Delfin all’offerta di Intesa su MPS può influenzare gli equilibri della partita senese. Nelle assicurazioni, l’attenzione si concentra sul valore strategico del gruppo Generali e sul suo portafoglio, mentre il settore continua a confrontarsi con innovazione e nuove piattaforme. Sul fronte fiscale ed economico, la fine dello sconto sul gasolio riporta al centro il costo dell’energia e l’impatto delle misure fiscali su famiglie e imprese.
Banche: Delfin si schiera con Intesa nella partita MPS
L’appoggio di Delfin all’offerta di Intesa Sanpaolo cambia gli equilibri della contesa su Monte dei Paschi di Siena. Come ricostruisce Michele Chicco su La Stampa, la holding degli eredi Del Vecchio si è impegnata a votare contro il piano dell’ad Luigi Lovaglio nell’assemblea MPS del 29 ottobre e ad aderire poi all’OPAS di Intesa, rilanciata con un corrispettivo di 1,6 azioni Intesa e 1,25 euro in contanti per ogni azione MPS conferita.
Per Delfin, che detiene il 17,6% del capitale di MPS, l’adesione significherebbe ottenere una partecipazione vicina al 4% di Intesa e circa 665 milioni di euro in contanti. La decisione, secondo l’articolo, sarebbe maturata dopo un accordo tra i soci della holding, nonostante le riserve attribuite al presidente Francesco Milleri e al consigliere Mario Notari. Il sostegno del primo azionista rafforza la proposta di Intesa, ma l’esito resta legato al voto assembleare e alle altre autorizzazioni necessarie.
La mossa mette sotto pressione il progetto di Lovaglio, che comprende le offerte di MPS su Banco BPM e Banca Generali e altre operazioni societarie. Il percorso incontra ostacoli distinti: tra questi, lo scetticismo di Crédit Agricole, principale azionista di Banco BPM, che secondo l’articolo considera prioritaria l’ipotesi di integrare il Banco con le attività italiane del gruppo francese. Intesa ha subordinato l’efficacia della propria offerta alla bocciatura delle operazioni proposte dal piano MPS: per questo l’assemblea del 29 ottobre diventa un passaggio cruciale.
La posizione UILCA: il sindacato non assume una posizione pregiudiziale contro le aggregazioni, ma valuta i progetti per la loro solidità industriale e per gli effetti su persone e territori. In una recente presa di posizione sulle operazioni riguardanti MPS, UILCA ha indicato come priorità la tutela dell’integrità del gruppo, dell’occupazione, della rete commerciale, delle professionalità e del ruolo di Siena come presidio economico e sociale. Ha inoltre ribadito la necessità di valutare qualsiasi scenario in base alla continuità aziendale e alle prospettive che può offrire a lavoratrici e lavoratori.
Assicurazioni: il valore strategico di Generali
Nel suo approfondimento sul Corriere della Sera – L’Economia, «Il tesoro del Leone: tutti vogliono le Generali, ecco cosa c’è nel portafoglio», Stefano Righi analizza perché Generali sia diventata un tassello centrale del risiko finanziario. Il gruppo gestisce oltre 940 miliardi di euro di attività e dispone di una rete assicurativa estesa in diversi Paesi europei: due risorse strategiche che potrebbero interessare sia a Intesa Sanpaolo sia a MPS, se andasse avanti il progetto di acquisizione di Banca Generali. L’articolo osserva che il valore del Leone non si misura soltanto nella posizione di mercato in Italia, ma anche nella capacità di gestire risparmio e investimenti e nella presenza territoriale che può integrare i servizi bancari.
La partita si intreccia con l’assemblea di MPS del 29 ottobre, chiamata a esprimersi sulle proposte di Luigi Lovaglio relative a Banco BPM e Banca Generali. Un’eventuale maggiore influenza di Intesa su Generali solleverebbe inoltre questioni di concorrenza, dato il ruolo dei due gruppi nel mercato assicurativo Vita. In questo quadro si inserisce anche la fusione di Alleanza Assicurazioni in Generali Italia: secondo l’articolo, potrebbe generare utili aggiuntivi e rendere più compatta la struttura del gruppo.
La posizione UILCA: qualsiasi riassetto va giudicato anche per le ricadute su occupazione, professionalità, organizzazione del lavoro e presenza delle reti sul territorio. Per UILCA è fondamentale che le lavoratrici e i lavoratori siano coinvolti nei cambiamenti, non informati soltanto a decisioni prese. È il principio alla base dei Transformation Hub di Generali, commissioni paritetiche nate dal contratto integrativo per affrontare insieme all’azienda temi come intelligenza artificiale, sostenibilità e gestione delle competenze.
Riscossione e fisco: il caro-diesel, tra misure temporanee e fragilità strutturali
Il taglio dei prezzi alla pompa ha dato un sollievo immediato, ma potrebbe durare poco. Nell’articolo «Pannicello caldo sul caro-diesel**, Emma Bonotti osserva che i ribassi annunciati dalle compagnie, dopo il pressing del governo, non modificano i fattori che spingono verso l’alto il costo dei carburanti: tensioni geopolitiche, difficoltà logistiche e carenza di prodotti raffinati. Eni ha introdotto dal 28 settembre un tetto di 2,19 euro al litro per il gasolio e di 1,99 euro per la benzina; altri operatori hanno seguito l’iniziativa. Venerdì scorso, tuttavia, la media nazionale del diesel self era ancora a 2,261 euro al litro e quella della benzina a 2,064 euro.
L’articolo evidenzia anche la disparità tra i grandi marchi e i distributori indipendenti, che spesso acquistano il carburante dai medesimi fornitori con cui competono sui prezzi. Secondo Gianni Murano, presidente di Unem, il costo della materia prima, che rappresenta circa il 40% del prezzo alla pompa, dipende dalle quotazioni internazionali. A pesare sull’offerta sono soprattutto le difficoltà di esportazione dei prodotti raffinati: l’articolo stima che manchino circa 800.000 barili di diesel al giorno sul mercato globale. L’Europa può ricorrere alle scorte, ma il problema di fondo riguarda anche la capacità di raffinazione: per Murano, questa dovrebbe rientrare in una strategia energetica europea di lungo periodo, non essere affrontata solo nelle emergenze.
La posizione UILCA: il tema ha ricadute dirette sul potere d’acquisto delle famiglie e sui costi delle imprese. Per questo, oltre alle misure temporanee, è importante che le scelte energetiche siano valutate per la loro capacità di proteggere redditi e attività produttive nel tempo, senza lasciare che il peso delle oscillazioni dei prezzi ricada soprattutto su chi lavora e consuma.

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