Rassegna stampa Uilca Lombardia
La rassegna di oggi mette al centro il rinnovo del contratto dei bancari, la continuità della collaborazione tra Unipol e BPER e le scelte ancora aperte sulla manovra. Tre temi diversi ma collegati dalle loro ricadute concrete: condizioni di lavoro, sviluppo delle competenze, potere d’acquisto e accesso alle protezioni sociali.
La tutela delle lavoratrici e dei lavoratori è l’obiettivo principale dell’azione sindacale. È da questa priorità che devono partire le valutazioni su contrattazione, strategie industriali e politiche fiscali: non soltanto dai risultati economici attesi, ma dalle garanzie concrete per le persone, dal miglioramento delle condizioni di lavoro e dalla capacità di ridurre le disuguaglianze.
Banche: welfare, orario e occupazione al centro del rinnovo
Il rinnovo del contratto nazionale dei bancari riparte dal confronto su welfare e benessere organizzativo. Nell’articolo «Contratto bancari, incontro su welfare e benessere organizzativo» Il Sole 24 Ore descrive il negoziato tra il Comitato per gli affari sindacali e del lavoro dell’ABI e le organizzazioni Fabi, First, Fisac, UILCA e Unisin. I due temi sono collegati a uno degli obiettivi principali della piattaforma: salvaguardare l’occupazione durante la trasformazione del settore.
Dopo la riduzione da 37,5 a 37 ore ottenuta con il precedente rinnovo, i sindacati chiedono di portare l’orario settimanale a 35 ore, a parità di retribuzione tabellare. La proposta punta a utilizzare i recuperi di efficienza delle nuove tecnologie per migliorare le condizioni di lavoro e difendere i livelli occupazionali, anziché considerarli un’occasione per ridurre il personale.
Alla richiesta di un aumento medio mensile a regime di 518 euro si affianca quella di rafforzare le protezioni collegate al rapporto di lavoro. La piattaforma propone soglie minime obbligatorie di contribuzione datoriale, rapportate alla retribuzione diretta, per la previdenza complementare e il welfare occupazionale. In vista delle possibili aggregazioni, viene inoltre richiesta la portabilità delle contribuzioni datoriali, per garantire certezza e continuità delle tutele in caso di mobilità.
Il welfare bancario è tra i più avanzati e nasce in larga parte dalla contrattazione aziendale, spesso con forme di gestione bilaterale. Restano però differenze significative tra imprese. La richiesta sindacale è quindi quella di sviluppare un welfare solidale e inclusivo: non soltanto un’integrazione del reddito destinata ai consumi individuali, ma anche una protezione collettiva rispetto a bisogni e rischi futuri.
Il confronto riguarda inoltre il clima di lavoro. Nella piattaforma, i sindacati segnalano disaffezione, malessere e perdita di fiducia e chiedono strumenti che rafforzino la collaborazione tra rappresentanze sindacali aziendali e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Tra le proposte figurano questionari periodici sul clima organizzativo, condivisi con le organizzazioni sindacali.
La posizione UILCA: la piattaforma unitaria mette al centro la salvaguardia dell’occupazione, il riconoscimento economico e il miglioramento delle condizioni di lavoro. La riduzione a 35 ore esprime una scelta precisa: utilizzare l’innovazione per distribuire i benefici dell’efficienza e sostenere il lavoro, non per restringere i perimetri occupazionali.
Il welfare deve offrire sicurezza anche nei passaggi di trasformazione aziendale. Soglie minime e portabilità delle contribuzioni servono a evitare che le persone perdano protezioni o subiscano trattamenti disomogenei quando cambiano gli assetti delle banche.
Anche il benessere organizzativo deve diventare materia concreta di contrattazione. Ascoltare il malessere, verificare il clima e rafforzare il ruolo di RSA e RLS significa dare strumenti alle lavoratrici e ai lavoratori per incidere sulle proprie condizioni. Retribuzione, tempi di lavoro e protezioni collettive sono parti di un unico obiettivo: costruire un rapporto di lavoro sostenibile, nel quale competenze e fiducia siano riconosciute e valorizzate.
Assicurazioni: Unipol e BPER rinnovano l’accordo
Unipol Assicurazioni rinnova la partnership di bancassicurazione con BPER Banca per la distribuzione dei prodotti Vita e Danni di Arca Vita e Arca Assicurazioni, insieme alle coperture Salute di UniSalute. Nel Rapporto nuove formule assicurative su MF, Salvatore Licciardello descrive un’intesa che prosegue la collaborazione per dieci anni, con scadenza al 31 dicembre 2036 e condizioni sostanzialmente in linea con quelle attualmente vigenti.
Il rinnovo si inserisce nel piano industriale di Unipol Stronger/Faster/Better, approvato il 27 marzo 2025, e nella direttrice dedicata al rafforzamento della rete distributiva. La collaborazione con BPER conferma quindi il ruolo della bancassicurazione nella strategia del gruppo e offre un orizzonte di lungo periodo alla distribuzione delle coperture attraverso la rete bancaria.
La posizione UILCA: la continuità della partnership deve accompagnarsi a prospettive concrete per le lavoratrici e i lavoratori e alla valorizzazione delle professionalità nei settori bancario e assicurativo.
La distribuzione di prodotti Vita, Danni e Salute richiede formazione, aggiornamento delle competenze e strumenti adeguati per comprendere le coperture e accompagnare responsabilmente le scelte della clientela.
Il rafforzamento della rete non può tradursi soltanto in nuovi obiettivi commerciali o ulteriori compiti. Tempi, carichi di lavoro e responsabilità devono essere coerenti con la qualità della consulenza e con i bisogni dei clienti, evitando pressioni che compromettano il benessere delle persone e la correttezza del servizio.
Il confronto sindacale deve accompagnare le eventuali ricadute organizzative della collaborazione. Alla trasparenza delle procedure societarie deve affiancarsi la chiarezza sulle conseguenze per chi lavora: ruoli, competenze e prospettive professionali sono parte integrante della sostenibilità del progetto.
Riscossione e fisco: manovra incerta, tra IRPEF e flat tax
Le scelte fiscali della prossima manovra restano aperte. Nell’articolo «Manovra, tempi lunghi: a rischio il taglio IRPEF, ipotesi estensione flat tax», Giuseppe Colombo su Repubblica riferisce dei dubbi sull’estensione dell’aliquota IRPEF del 33% ai redditi tra 50.000 e 60.000 euro. La misura avrebbe un costo stimato di 2,7 miliardi e riguarderebbe circa 3 milioni di contribuenti.
Il confronto nella maggioranza riguarda non soltanto le coperture, ma anche la platea dei beneficiari e la visibilità dell’intervento. Tra le alternative emerge l’ipotesi di portare da 85.000 a circa 100.000 euro la soglia della flat tax per le partite IVA. Il governo intenderebbe riaprire il confronto con Bruxelles, perché l’allargamento richiederebbe anche un intervento sulla normativa IVA.
Sono allo studio ulteriori misure: un contributo o uno sconto per le spese sanitarie dei soggetti fragili, inizialmente orientato alle cure odontoiatriche per anziani e famiglie con minori, e una possibile detassazione selettiva delle tredicesime per i redditi più bassi.
Il quadro resta legato alla trattativa europea sulle risorse per l’energia e alle decisioni sulle coperture. Tra le ipotesi richiamate figura anche l’ecobonus al 65%. Il via libera alla legge di Bilancio potrebbe slittare rispetto al 20 ottobre.
La posizione UILCA: le scelte fiscali devono essere giudicate per gli effetti reali sul potere d’acquisto e sull’equità, non soltanto per la loro visibilità.
Il confronto tra riduzione dell’IRPEF ed estensione della flat tax richiede attenzione alla distribuzione dei benefici e al trattamento dei diversi redditi. Le esigenze di chi vive del proprio salario o della pensione devono trovare risposte concrete, insieme al sostegno alle attività produttive.
Un eventuale intervento sulle tredicesime va valutato per la platea raggiunta e per il beneficio effettivo. Può offrire un sostegno, ma non sostituisce la necessità di retribuzioni adeguate e di politiche durature a difesa dei redditi.
Anche il bonus per le spese sanitarie richiama un bisogno importante. Il sostegno alle persone fragili deve accompagnarsi al rafforzamento dei servizi pubblici, evitando che l’accesso alle cure dipenda sempre più dalla capacità individuale di sostenere una spesa privata.
Le coperture e le priorità della manovra devono quindi essere trasparenti: dietro ogni scelta fiscale ci sono famiglie, lavoratrici e lavoratori con bisogni differenti. Ridurre le disuguaglianze significa valutare chi beneficia delle misure, chi ne resta escluso e quanto siano stabili le protezioni offerte.