Rassegna stampa UILCA Lombardia – 14 ottobre 2026
La rassegna di oggi mette al centro *le difficoltà del rinnovo contrattuale dei bancari, le strategie di crescita e il riassetto organizzativo di Generali e i limiti all’utilizzo dell’intelligenza artificiale negli accertamenti fiscali. Tre temi che richiamano la necessità di governare il cambiamento con una visione di lungo periodo, regole chiare e attenzione alle conseguenze sulle persone.
La tutela delle lavoratrici e dei lavoratori è l’obiettivo principale dell’azione sindacale UILCA. Il contratto deve offrire risposte concrete sul benessere organizzativo; le strategie industriali devono valorizzare competenze e prospettive professionali; l’innovazione deve essere accompagnata da formazione, garanzie e responsabilità definite. Il valore del cambiamento si misura anche nella qualità del lavoro e nella fiducia che riesce a costruire, dentro le organizzazioni e nel rapporto con i cittadini.
Banche: sul contratto Furlan critica l’approccio miope di ABI
Il rinnovo del contratto nazionale dei bancari resta in salita. Nell’articolo di Cristina Casadei, «Contratto bancari, rinnovo in salita senza una visione di futuro», Il Sole 24 Ore racconta le difficoltà emerse nell’incontro del 13 ottobre tra ABI e Organizzazioni Sindacali, dedicato a welfare e benessere organizzativo. Il segretario generale UILCA *Fulvio Furlan definisce «miope l’approccio delle banche su temi così importanti e centrali*».
Nel confronto sono stati affrontati 120 punti della piattaforma, ma molte richieste sindacali sono state respinte, soprattutto quelle che mirano a introdurre tutele ulteriori rispetto alla normativa. Secondo i sindacati sono mancati anche i chiarimenti necessari per approfondire le motivazioni delle risposte e avviare una discussione effettiva.
Il contratto, scaduto il 31 marzo, riguarda circa 260.000 bancari. Sul welfare, riconosciuto dagli stessi sindacati come uno dei più avanzati, la richiesta è rendere più omogenee le condizioni tra le aziende. Sono emerse alcune aperture sull’informativa annuale relativa alle prospettive strategiche del settore, che potrebbe essere arricchita con maggiori elementi quantitativi, e sul rafforzamento del part-time per specifiche situazioni ancora da individuare. Restano invece distanze su altre materie, tra cui l’obbligatorietà della rendicontazione di sostenibilità.
Un passaggio importante è previsto il 21 ottobre, quando il Consiglio direttivo ABI si riunirà con tutti i componenti del Comitato per gli affari sindacali e del lavoro, guidato da Ilaria Dalla Riva, per definire un mandato di percorso. I successivi incontri negoziali sono fissati per ottobre, saranno appuntamenti importanti che potranno chiarire l’impostazione della trattativa.
La posizione UILCA: la critica di Fulvio Furlan richiama la necessità di affrontare welfare e benessere organizzativo con una prospettiva adeguata all’importanza delle richieste. La tutela delle lavoratrici e dei lavoratori deve essere al centro del rinnovo, non restare subordinata a un esame dei singoli punti privo di una direzione complessiva.
Rendere più omogenee le protezioni significa evitare che le persone dispongano di garanzie troppo diverse a seconda dell’azienda in cui lavorano. Il benessere organizzativo richiede inoltre risposte concrete sulle condizioni quotidiane, sulla conciliazione e sulla sostenibilità del lavoro.
Le aperture emerse devono tradursi in un confronto approfondito, mentre le risposte negative richiedono motivazioni chiare. Il contratto nazionale è lo strumento per riconoscere professionalità, consolidare diritti e accompagnare la trasformazione del settore: il suo valore si misura nelle garanzie che offre alle persone e nelle prospettive che costruisce per l’intera categoria.
Assicurazioni: Generali tra mercati emergenti e riassetto interno
Generali rafforza la propria strategia internazionale e, parallelamente, ridefinisce alcune responsabilità organizzative in Italia. Due articoli della rassegna raccontano questi sviluppi: Giovanni Galli su Italia Oggi, con «Generali sui mercati emergenti», e Anna Messia su MF, con «Generali Italia si riorganizza: salgono Nardi e Tedesco».
Sul fronte internazionale il gruppo ha firmato un memorandum d’intesa con la Banca mondiale per mobilitare capitali privati, rafforzare la capacità delle economie emergenti di affrontare i rischi e ampliare l’offerta di soluzioni assicurative e di investimento. La collaborazione punta a creare opportunità per indirizzare capitali istituzionali verso mercati emergenti e di frontiera, nel rispetto dei requisiti di investimento di Generali.
L’offerta assicurativa sarà inizialmente concentrata sui mercati asiatici e su tre priorità: coperture legate all’invecchiamento della popolazione; sostegno all’agricoltura contro i rischi climatici e i danni alle colture; protezione dalle catastrofi naturali. Il presidente di Generali Andrea Sironi sottolinea il ruolo delle assicurazioni nell’aiutare famiglie, imprese e governi a gestire i rischi, favorendo investimenti e crescita di lungo periodo. Per Ajay Banga, presidente della Banca mondiale, la partnership permette di unire capitale e competenze assicurative agli strumenti di finanziamento, alle garanzie e alle relazioni con i Paesi.
L’articolo di MF ricorda che Generali è presente in sette mercati asiatici: Cina, Hong Kong, India, Indonesia, Thailandia, Malesia e Vietnam.
Sul fronte organizzativo, Generali Italia modifica il proprio assetto dopo la nomina di Marco Oddone ad amministratore delegato di Alleanza Assicurazioni, successiva all’uscita di Davide Passero. Il precedente incarico di Oddone, chief marketing & distribution officer, viene diviso: Arianna Nardi, già responsabile marketing, assume il ruolo di chief marketing, mentre Gabriele Tedesco, già a capo delle vendite, diventa chief distribution officer.
Massimo Monacelli, general manager di Generali Italia, assume invece ad interim l’incarico di country chief marketing & product officer ricoperto da Passero.
La posizione UILCA: crescita internazionale e riorganizzazione devono accompagnarsi alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, alla valorizzazione delle competenze e alla chiarezza sulle prospettive professionali.
La collaborazione con la Banca mondiale richiama bisogni importanti: invecchiamento, protezione dell’agricoltura e rischi climatici. Lo sviluppo di nuove soluzioni deve essere sostenuto da investimenti nelle professionalità e da un’organizzazione capace di garantire qualità e responsabilità nella gestione dei servizi.
Il riassetto interno richiede attenzione alle eventuali ricadute su ruoli, responsabilità e carichi di lavoro. Occorre che i dipendenti ricevano informazioni trasparenti e che il confronto sindacale accompagni gli eventuali cambiamenti operativi.
Il valore della crescita non può essere misurato soltanto nei premi raccolti o nei risultati economici. Deve trovare riscontro anche nella formazione, nella sostenibilità del lavoro e nelle opportunità offerte a chi contribuisce ogni giorno all’attività del gruppo. Proteggere famiglie e imprese e riconoscere il lavoro delle persone devono essere obiettivi coerenti della stessa strategia.
Riscossione e fisco: stop all’uso improprio dell’AI negli accertamenti
L’intelligenza artificiale può supportare il lavoro, ma le sue risposte non possono sostituire le prove e le motivazioni di un accertamento fiscale. È il punto centrale dell’articolo di Cristina Bartelli sul Sole 24 Ore, «Accertamenti fiscali, stop dei giudici all’uso improprio dell’AI», che racconta una decisione della Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Campania e il successivo avvio di un audit interno dell’Agenzia delle Entrate.
La vicenda riguarda un credito d’imposta per ricerca e sviluppo, contestato a un’azienda per un progetto relativo a una centralina antifurto. L’ufficio aveva interrogato strumenti di intelligenza artificiale disponibili online per verificare la datazione e la diffusione commerciale delle soluzioni tecniche indicate dal contribuente. I giudici hanno rilevato che le risposte non avevano valore probatorio e che i quesiti formulati avevano contribuito a una conclusione non corretta.
La sentenza richiama i limiti dei sistemi generativi: il percorso che conduce alle risposte non è pienamente spiegabile e non offre, di per sé, garanzie di accuratezza o fedeltà ai fatti. Il caso non riguarda quindi un divieto generale di innovazione, ma la necessità di distinguere il supporto operativo dalla produzione di elementi utilizzati per fondare una contestazione fiscale.
I giudici richiamano inoltre le direttive interne dell’Agenzia, che vietano l’impiego di strumenti generativi non validati per la redazione di atti impositivi e la gestione del contenzioso. La policy prevede che l’AI sia soltanto un ausilio alle attività dei funzionari, con supervisione umana in ogni fase e mai utilizzata per la produzione diretta degli atti amministrativi.
L’Agenzia delle Entrate ha avviato un audit per accertare i fatti e adottare le misure necessarie. I due dipendenti coinvolti, un dirigente e un funzionario, sono stati sollevati dagli incarichi e destinati ad attività di studio.
La posizione UILCA: l’obiettivo resta la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, insieme alla correttezza delle procedure e al rispetto dei diritti dei cittadini.
L’introduzione dell’AI richiede regole comprensibili, formazione adeguata e strumenti autorizzati, con una chiara definizione delle attività consentite e delle responsabilità. La supervisione umana deve essere sostenuta da competenze, tempo e condizioni organizzative che permettano verifiche effettive: non può ridursi a un obbligo formale lasciato al singolo dipendente.
Anche quando emergono possibili violazioni, l’accertamento dei fatti deve rispettare le garanzie delle persone coinvolte, senza anticipare giudizi sulle responsabilità. Occorre distinguere i comportamenti individuali dalle eventuali criticità dei processi, della formazione e dell’organizzazione.
La vicenda richiama un principio importante: l’innovazione deve aiutare a svolgere meglio il lavoro, non creare incertezza sulle procedure o trasferire sulle persone rischi non adeguatamente governati. Qualità del servizio, tutela professionale e fiducia dei cittadini devono procedere insieme.