In News

Rassegna stampa Uilca Lombardia 

 

Banche, assicurazioni e fisco: accordi, riorganizzazioni ed equità al centro del confronto

Gli accordi da rispettare, le responsabilità da ridefinire, gli oneri da distribuire: tre aspetti diversi di una stessa domanda, quella sugli effetti delle scelte economiche e organizzative. Nel settore bancario, Intesa contesta il nuovo contributo alla manovra richiamando gli impegni triennali assunti con il Governo. Nelle assicurazioni, Generali rafforza il ruolo di Terzariol e riorganizza funzioni e mercati. Sul fronte fiscale, il confronto internazionale mette in evidenza come il prelievo italiano su casa e capitale si concentri soprattutto su immobili e transazioni.

Il confronto sulle risorse delle banche non deve mettere in discussione riconoscimenti contrattuali, occupazione e investimenti nelle competenze; i riassetti assicurativi richiedono chiarezza sulle ricadute operative e un confronto tempestivo sulle condizioni di lavoro. Anche il dibattito fiscale deve considerare la distribuzione degli oneri e la capacità contributiva, insieme alla qualità dei servizi. Stabilità degli impegni, partecipazione e trasparenza sono condizioni essenziali perché le trasformazioni producano benefici concreti per le persone.

 

Banche: manovra, Intesa richiama il rispetto dell’accordo triennale

Il confronto tra Governo e banche sul finanziamento della legge di Bilancio si irrigidisce. Nell’articolo «Manovra, banche all’attacco: “È stato fatto un accordo, abbiamo creduto a Meloni”», Luca Monticelli ricostruisce la posizione di Intesa Sanpaolo dopo la conferma, da parte della maggioranza, dell’obiettivo di raccogliere 5 miliardi dal settore finanziario.

Carlo Messina contesta soprattutto la riapertura di una richiesta che, secondo la sua ricostruzione, era già stata definita su base pluriennale. «Noi l’anno scorso abbiamo raggiunto un accordo per un contributo triennale che sarebbe stato quello richiesto alle banche per i prossimi tre anni. Io ci ho creduto», afferma l’amministratore delegato. Anche il presidente Gian Maria Gros-Pietro richiama il tema dell’affidabilità degli impegni, criticando il mancato rispetto dell’intesa.

Il riepilogo contenuto nell’articolo attribuisce all’accordo del 2025 un gettito di 10 miliardi nel triennio, attraverso l’aumento di due punti dell’IRAP per banche e assicurazioni, interventi sulle imposte differite e misure sulle riserve accantonate. È proprio il carattere triennale del pacchetto a costituire il centro della contestazione degli istituti.

Messina non esclude un sostegno alle esigenze del Paese, ma chiede che l’eventuale sacrificio non ricada su una sola categoria. Propone di considerare tutte le aziende con utili superiori a 500 milioni e rivendica il contributo fiscale del settore: «A fronte dei 50 miliardi di utili, lo Stato incasserà 25 miliardi di imposte».

Antonio Tajani respinge una logica punitiva verso banche e assicurazioni e propone di coinvolgere anche Cassa Depositi e Prestiti. Tra le possibilità descritte figurano un anticipo fiscale sulle ritenute dei dividendi oppure un dividendo straordinario agli azionisti, tra cui il Tesoro.

Sul versante degli impieghi, emerge inoltre la proposta di estendere in due fasi lo scaglione IRPEF al 33%: prima fino a 55mila euro e poi fino a 60mila, subordinatamente alla verifica delle coperture.

Messina interviene anche sull’offerta relativa a MPS, collegando la sicurezza di Mediobanca alla salvaguardia dell’indipendenza di Generali. Sul vaglio dell’Antitrust e sul nodo degli sportelli dichiara fiducia nelle decisioni dell’Autorità

La posizione UILCA: il confronto fiscale deve restare distinto dagli obblighi delle aziende verso il personale. Il contributo alla finanza pubblica non può diventare una giustificazione per comprimere rinnovi contrattuali, formazione e qualità del lavoro. Allo stesso modo il percorso autorizzativo delle aggregazioni non sostituisce il confronto sulle eventuali ricadute occupazionali, sulla mobilità e sulla presenza bancaria nei territori.

 

Assicurazioni: Generali rafforza Terzariol e riorganizza funzioni e mercati

Generali modifica la prima linea manageriale per sostenere la fase conclusiva del piano «Lifetime Partner 27: Driving Excellence» e preparare il ciclo strategico 2028-2030. Nell’articolo «Generali, più poteri a Terzariol», Anna Messia descrive un riassetto che concentra ulteriori responsabilità nel direttore generale e group deputy CEO Giulio Terzariol.

La riorganizzazione accompagna l’uscita consensuale, prevista per il 31 dicembre, del general manager Marco Sesana e di Jaime Anchústegui, responsabile dell’area Insurance MEA e delle iniziative strategiche.

Dal 2 novembre a Terzariol faranno capo anche Global Investment Management, Group Operations, Group Marketing e Customer e Group Security. Si amplia inoltre il perimetro della group chief Transformation officer Cécile Paillard, che comprenderà la sostenibilità e, dal 1° gennaio, Insurance MEA.

Nello stesso perimetro vengono istituite due unità: Group Insurance e Business Performance, affidata a Santiago Villa e comprendente Vita e Salute, Danni e Riassicurazione, e una Special Projects Unit guidata da Manlio Lostuzzi.

Il nuovo coordinamento internazionale

Dal 1° gennaio, i mercati assicurativi saranno organizzati in cinque aree, tutte con riporto a Terzariol:

  • Western Europe e Latin America, guidata da Jean-Laurent Granier;
  • Italia, affidata a Giancarlo Fancel, cui viene attribuita anche la responsabilità del Global Corporate e Commercial;
  • Germania, guidata da Stefan Lehmann;
  • Asia, affidata a Roberto Leonardi;
  • Austria e Centro-Est Europa, sotto la responsabilità di Gregor Pilgram.

A Terzariol riporterà anche Redion, già Europ Assistance, mentre resterà sotto la sua supervisione Banca Generali, partecipata al 50,1% dalla compagnia.

L’obiettivo dichiarato è coniugare un coordinamento regionale più forte e le economie di scala con la capacità di cogliere le opportunità locali. Philippe Donnet presenta il nuovo assetto come un’accelerazione della trasformazione e dell’eccellenza operativa del gruppo.

L’articolo riporta anche le dichiarazioni di Messina sul possibile effetto dell’operazione Intesa-MPS per Generali, attraverso la partecipazione del 13,5% detenuta da Mediobanca. L’amministratore delegato di Intesa sostiene che il buon esito dell’offerta garantirebbe l’indipendenza della compagnia.

La posizione UILCA: il rafforzamento del coordinamento manageriale richiede chiarezza sugli effetti concreti: ruoli, attività, carichi di lavoro e percorsi professionali. Le economie di scala non possono tradursi automaticamente in riduzioni del personale o intensificazione delle prestazioni. Servono formazione, strumenti adeguati e un confronto tempestivo, affinché l’efficienza proceda insieme alla valorizzazione delle competenze e alla qualità del servizio.

 

Riscossione: casa e capitale, prelievo al 2,3% del PIL, sopra la media OCSE

In Italia il prelievo su casa e capitale rappresenta il 2,3% del PIL, contro una media OCSE dell’1,7%. La distanza è di 0,6 punti percentuali, pari a circa il 35% in più in termini relativi. Giuliano Mandolesi, nell’articolo «La pressione fiscale pesa sul PIL per il 2,3%», riprende i dati del rapporto “Gli immobili in Italia 2026” e ne analizza la composizione.

Per il 2024 l’Italia si colloca sopra Germania e Spagna, rispettivamente allo 0,9% e al 2,2% del PIL, ma sotto Francia e Regno Unito, al 3,4% e al 3,7%.

La distanza dalla media OCSE varia sensibilmente tra le componenti:

  • Le imposte ricorrenti sulla proprietà immobiliare valgono l’1,05% del PIL, contro lo 0,948% medio OCSE.
  • Le imposte sulle transazioni finanziarie e di capitale raggiungono l’1,049%, contro lo 0,374% medio: un’incidenza quasi tripla.
  • Successioni e donazioni si fermano allo 0,047%, contro lo 0,147% medio.
  • La tassazione sulla ricchezza netta è pari allo 0,011%, contro lo 0,159% medio.

Il sistema descritto concentra quindi il carico sulla proprietà immobiliare e sulle transazioni, attribuendo un peso più limitato ai trasferimenti gratuiti e alla ricchezza netta.

Considerando il solo prelievo immobiliare interno, il gettito del 2024 raggiunge 44,57 miliardi di euro, il valore più elevato dal 2015. La componente principale è costituita dalle imposte patrimoniali, sostanzialmente riconducibili all’IMU, per 20,98 miliardi. Seguono i tributi sui trasferimenti e sulle locazioni, per 14,12 miliardi, e quelli di natura reddituale, per 9,47 miliardi.

La posizione UILCA: il confronto deve riguardare non soltanto il gettito complessivo, ma anche la sua distribuzione. Il rapporto con il PIL non descrive, da solo, il peso sostenuto dalle singole famiglie e non consente di equiparare condizioni reddituali e patrimoniali differenti.

Un eventuale riordino dovrebbe quindi tenere insieme capacità contributiva, progressività e sostegno ai redditi da lavoro, valutando beneficiari e coperture delle misure. Per chi opera nei servizi fiscali e della riscossione le revisioni normative devono essere accompagnate da regole comprensibili, formazione e strumenti affidabili: la semplificazione non può limitarsi al disegno delle norme, ma deve tradursi nella possibilità di applicarle correttamente e assistere i contribuenti senza scaricare la complessità sul personale.

 

 

 

Digita le parole che stai cercando e premi invio