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Rassegna stampa Uilca Lombardia 

Il futuro si decide oggi, ma il suo valore si misura nelle garanzie che lascia alle persone. È il filo che attraversa la rassegna: l’attesa per l’assemblea MPS, tra le scelte ancora aperte di Banco BPM e il tentativo di Lovaglio di ottenere il via libera alla fusione con Mediobanca; la longevità, che impone di pensare insieme salute, previdenza e assistenza; la manovra, ancora alla ricerca di coperture e di un equilibrio nella distribuzione degli oneri.

La tutela delle lavoratrici e dei lavoratori resta il punto da cui partire. Nel risiko bancario significa chiedere chiarezza sul futuro degli sportelli, sull’occupazione e sui progetti industriali, senza lasciare che il confronto tra azionisti oscuri le conseguenze per personale e territori. Di fronte all’allungamento della vita, significa costruire condizioni di lavoro sostenibili e una protezione accessibile nelle diverse età. Sul fisco, significa valutare chi contribuisce e chi beneficia delle scelte, difendendo redditi da lavoro, welfare e servizi. Per la UILCA accompagnare il cambiamento vuol dire portare questi bisogni dentro le decisioni, prima che le loro conseguenze ricadano sulle persone.

 

MPS: Banco BPM valuta l’astensione, Lovaglio punta sulla fusione con Mediobanca

A pochi giorni dall’assemblea MPS del 29 ottobre, l’attenzione si concentra sulle scelte dei principali azionisti e sulla possibilità che le diverse proposte ricevano esiti distinti. Nell’articolo «Mps, Bpm studia l’astensione sulla doppia offerta di Lovaglio», Carlotta Scozzari descrive un quadro sfavorevole alle offerte del Monte su Banco BPM e Banca Generali, mentre Luigi Lovaglio cerca di ottenere almeno il via libera alla fusione con Mediobanca.

La bocciatura delle due offerte e del super dividendo viene presentata nell’articolo come lo scenario ormai atteso, ma il voto non si è ancora svolto. Lo stesso amministratore delegato di MPS insiste su questo punto: «Finché l’assemblea non vota, la partita non si può considerare chiusa».

Giuseppe Castagna sarebbe orientato a far partecipare Banco BPM all’assemblea del Monte scegliendo l’astensione. Tra i soci forti dell’istituto sarebbe però emersa anche l’ipotesi di non partecipare affatto.

La linea non risulta quindi ancora definita. Un consiglio di amministrazione dovrebbe essere convocato entro martedì per decidere, mentre allo studio legale Legance sarebbe stato affidato l’approfondimento delle due alternative.

Per Lovaglio questo orientamento rende più difficile ottenere il sostegno di Banco BPM alla fusione con Mediobanca. L’amministratore delegato richiama invece la coerenza di chi aveva sostenuto il suo progetto nell’assemblea di aprile, esprimendo fiducia in un voto favorevole all’integrazione.

Delfin si è già schierata a favore dell’offerta di Intesa Sanpaolo su MPS, ma, secondo quanto riportato, l’impegno a votare contro riguarda le offerte su Banco BPM e Banca Generali e il super dividendo, non necessariamente l’integrazione con Mediobanca.

È in questo spazio che Lovaglio cerca di mantenere aperta una possibilità. Il sostegno all’operazione Intesa e il voto sulla fusione non vengono quindi descritti come automaticamente coincidenti: sarà l’assemblea a chiarire gli orientamenti effettivi.

Lovaglio solleva anche il tema della futura distribuzione delle filiali MPS tra Intesa Sanpaolo e Unipol. Sottolinea che l’Antitrust deve ancora stabilire quali e quanti sportelli potranno restare nel gruppo guidato da Carlo Messina e critica un’operazione che, nella sua valutazione, rischia di disaggregare il Monte senza un quadro definitivo di ciò che rimarrà.

La posizione UILCA: la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori richiede di affiancare al confronto tra azionisti una verifica puntuale delle conseguenze industriali e organizzative. Le diverse opzioni devono essere valutate anche per gli effetti su occupazione, sedi, mobilità, professionalità e continuità dei servizi.

L’incertezza sul perimetro degli sportelli rende particolarmente importante un’informazione tempestiva. Eventuali trasferimenti di attività e personale richiedono un confronto sindacale sulle condizioni applicabili, sulla continuità delle garanzie contrattuali e sulla sostenibilità dei percorsi di integrazione.

Il voto assembleare è un passaggio decisivo, ma non esaurisce la valutazione dell’operazione. Qualunque sia l’esito, la solidità del progetto dovrà trovare riscontro in impegni verificabili verso chi lavora e verso i territori, evitando che l’incertezza si traduca in maggiori pressioni sul personale o in un indebolimento del servizio alla clientela.

 

Assicurazioni: longevità, integrare salute, previdenza e assistenza per migliorare la qualità della vita

Vivere più a lungo richiede di ripensare non soltanto la pensione, ma anche la salute, l’autonomia e il sostegno alle famiglie. È il tema dell’articolo di Giovanni Macchi «Come ci cambia la longevità», dedicato al Longevity Day di Generali, tenuto a Roma il 6 ottobre con il titolo «Generali Partner del Paese 2026: Previdenza, Protezione, Futuro».

Il contributo richiama due indicatori attribuiti all’Istat: una speranza di vita di circa 84 anni e una speranza di vita in buona salute di circa 58 anni. L’allungamento della vita non coincide automaticamente con un pari aumento degli anni vissuti in benessere.

L’obiettivo indicato da Generali è accompagnare i bisogni lungo tutto l’arco della vita, combinando previdenza complementare, coperture assicurative e soluzioni per la non autosufficienza.

Le proiezioni riportate nell’articolo descrivono un cambiamento profondo: nel 2050 ci sarebbero due anziani ogni tre persone in età lavorativa, mentre le coppie con figli passerebbero da 7,5 milioni nel 2025 a 5,8 milioni, con una diminuzione del 23%. Sono scenari che richiedono una visione di lungo periodo dei servizi e delle reti di sostegno.

«La vera sfida non è soltanto aggiungere anni alla vita. È aggiungere vita agli anni», afferma Giancarlo Fancel, country manager e amministratore delegato di Generali Italia. La longevità viene quindi presentata come una trasformazione sociale, economica e culturale, non soltanto demografica.

L’approfondimento presenta anche «Professionisti della Salute», progetto di The Human Safety Net, la fondazione di Generali. L’iniziativa collega la domanda di personale socio-sanitario ai percorsi di inclusione di migranti e rifugiati, attraverso formazione per caregiver e operatori socio-sanitari, orientamento e accompagnamento al lavoro.

Oltre 350 persone hanno già costruito nuove prospettive professionali e di vita in Italia attraverso il progetto, successivamente ampliato ad altre aree e beneficiari.

La posizione UILCA: la maggiore longevità va affrontata anche attraverso la qualità del lavoro, la prevenzione e la possibilità di conciliare attività professionale e responsabilità familiari. Vivere più a lungo non può tradursi automaticamente in una richiesta di lavorare più a lungo senza considerare salute, condizioni individuali e sostenibilità dei carichi.

Previdenza complementare, sanità integrativa e coperture per la non autosufficienza possono contribuire alla protezione delle persone, ma devono inserirsi in un quadro che preservi il ruolo del welfare pubblico e l’accesso ai servizi. È importante evitare che la possibilità di affrontare i bisogni dell’età anziana dipenda soltanto dalla capacità economica individuale.

Per il personale assicurativo lo sviluppo di questi ambiti richiede formazione specialistica, tempo per una consulenza accurata e obiettivi commerciali coerenti con la delicatezza delle esigenze trattate. La qualità delle coperture deve accompagnarsi alla chiarezza delle condizioni e all’attenzione verso le persone più vulnerabili.

Valorizzare l’esperienza, sostenere l’ingresso dei giovani e accompagnare l’evoluzione delle competenze sono obiettivi da tenere insieme, attraverso il confronto sindacale e strumenti contrattuali adeguati.

 

Riscossione: manovra, si valuta un contributo aggiuntivo dall’energia. Restano aperti il confronto europeo e le coperture

Il Governo cerca nuove risorse per la legge di Bilancio 2027 e torna a considerare un aumento del prelievo sul settore energetico. Nell’articolo «La manovra appesa alla risposta europea. Aumentano le tasse sul settore energetico», Alessandro Barbera descrive un negoziato ancora aperto, condizionato dai margini di flessibilità richiesti a Bruxelles e dalla contrarietà delle banche a ulteriori contributi.

L’ipotesi principale è rendere strutturale l’aumento di due punti dell’IRAP previsto dal decreto bollette di febbraio. Secondo le stime riportate nel retroscena, replicare quel pacchetto, compresi gli anticipi fiscali, potrebbe assicurare circa 2 miliardi di euro.

La ricerca di coperture si intreccia con il rifiuto degli istituti di credito di andare oltre l’accordo triennale raggiunto l’anno precedente. Il no pubblico di Carlo Messina viene descritto come un elemento che rende più difficile la costruzione della manovra e spinge l’esecutivo a rivedere lo schema iniziale.

Anche il settore elettrico contesta nuove richieste. Elettricità Futura ribadisce di avere già contribuito, mentre il Governo valuta il possibile gettito aggiuntivo. L’articolo segnala inoltre il rischio che un aggravio fiscale sulle imprese energetiche possa riflettersi sulle bollette.

Il retroscena presenta quindi un confronto su chi debba sostenere il finanziamento degli interventi, con banche, assicurazioni e società energetiche al centro delle ipotesi.

Sul versante degli impieghi, torna l’ipotesi di estendere l’aliquota IRPEF del 33% fino a 55mila euro di reddito. Il costo indicato nell’articolo è di circa 1,2 miliardi: una soluzione più contenuta rispetto all’estensione fino a 60mila euro discussa nei giorni precedenti.

Il testo riferisce anche un mandato al ministro Giancarlo Giorgetti e al viceministro Maurizio Leo per studiare un intervento IRPEF destinato ai lavoratori più giovani, con un limite anagrafico ancora da definire tra trenta e trentacinque anni.

Entrambe le ipotesi restano legate alla disponibilità delle coperture e alle decisioni politiche successive.

La flessibilità richiesta dall’Italia riguarda, secondo Barbera, sia l’ammontare del deficit sia la possibilità di utilizzare le risorse per determinate finalità. Tra gli obiettivi descritti figurano un bonus energetico per la ristrutturazione delle abitazioni e l’impiego di parte delle risorse della difesa per indennità e assunzioni nelle forze dell’ordine.

La posizione UILCA: la ricerca delle coperture va accompagnata da una valutazione trasparente degli effetti distributivi. Occorre distinguere tra maggiori imposte strutturali e anticipi di entrate future, verificando chi sostiene effettivamente il costo delle misure e quali benefici vengono finanziati.

Per il personale bancario e assicurativo il confronto fiscale non può diventare una giustificazione per ridurre occupazione, riconoscimenti contrattuali o investimenti nella formazione. Sul versante delle famiglie, eventuali interventi sulle imprese energetiche devono essere valutati anche rispetto al rischio di ricadute sui prezzi, affinché il sostegno al reddito non venga indebolito da maggiori spese essenziali.

Le misure per i giovani devono inserirsi in una prospettiva di lavoro stabile, retribuzioni adeguate e servizi accessibili. Anche per chi opera nei servizi fiscali e della riscossione ogni nuova disposizione richiede tempi di attuazione sostenibili, indicazioni chiare e strumenti aggiornati, evitando che l’incertezza normativa si trasformi in ulteriore pressione sul personale.

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