Rassegna stampa Uilca Lombardia
Prima delle sinergie vengono le persone che dovranno rendere possibile il cambiamento. Le trimestrali confermano la capacità reddituale delle banche, mentre le operazioni societarie aprono percorsi ancora da definire nei tempi, nelle attività e nelle ricadute sul lavoro. Il caso delle filiali MPS destinate a BPER rende evidente questa distanza: esiste un calendario prospettato, ma mancano ancora informazioni essenziali sul perimetro.
La rassegna di oggi affianca ai risultati di BPER, Banco BPM e Mediobanca il confronto sulle condizioni dell’operazione Intesa-MPS, l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle assicurazioni e una simulazione sugli effetti del taglio IRPEF. Temi diversi che richiedono di distinguere risultati conseguiti, progetti e previsioni.
La responsabilità verso chi lavora e verso la comunità consiste anche in questa chiarezza. Significa non anticipare certezze, chiedere confronto sulle decisioni che maturano e valutare la crescita per ciò che restituisce: riconoscimento professionale, servizi affidabili e condizioni che permettano alle persone di guardare avanti senza essere lasciate sole nell’incertezza.
Banche: BPER, le filiali MPS nel 2028. Perimetro e ricadute ancora da definire
Le 635 filiali MPS previste nell’operazione con Unipol potrebbero entrare nel perimetro BPER tra il primo e il secondo trimestre del 2028. Luca Gualtieri riporta il calendario indicato dall’amministratore delegato Gianni Franco Papa, che colloca l’avvio della trattativa nei prossimi mesi, dopo la conclusione dell’OPAS Intesa e la definizione degli sportelli destinati alla compagnia.
Il punto centrale è però ciò che ancora non è noto. Papa spiega che mancano il perimetro preciso, la localizzazione delle filiali e informazioni sulla clientela. Senza questi elementi e una verifica dettagliata dei dati, BPER non quantifica costi e sinergie.
Nei primi nove mesi del 2026, BPER registra un utile netto ordinario di 2,01 miliardi, in aumento del 16,4%. Depurando gli effetti di alcune componenti di mercato, la crescita indicata è del 12,2%. I proventi operativi raggiungono 5,82 miliardi, mentre gli oneri operativi si riducono del 2,2%.
Il CET1 ratio si attesta al 15,1% e la banca alza la previsione patrimoniale di fine anno oltre il 14,5%. È previsto un acconto sul dividendo di 33 centesimi per azione, per complessivi 694 milioni.
La posizione UILCA: l’incertezza sul perimetro rende necessario un percorso informativo e negoziale che accompagni la definizione dell’operazione. Il riferimento al 2028 non può trasformarsi in una lunga attesa priva di risposte per le persone coinvolte.
Organici, sedi, mobilità, ruoli, continuità contrattuale e formazione devono entrare nel confronto quando le scelte prendono forma. Anche le sovrapposizioni commerciali vanno affrontate senza assumere che la razionalizzazione debba tradursi automaticamente in chiusure o riduzione dell’occupazione. La rete è fatta di relazioni e competenze, non soltanto di punti operativi da trasferire.
Banco BPM apre al confronto con Crédit Agricole, ma non c’è ancora una proposta
Giuseppe Castagna si dichiara disponibile a valutare una possibile operazione con Crédit Agricole, chiedendo però che sia il socio francese a fare il primo passo.
Per l’amministratore delegato un eventuale progetto dovrebbe risultare soddisfacente anche per gli altri azionisti, non soltanto per il socio industriale.
Banco BPM chiude i nove mesi con un utile netto di 1,5 miliardi. I proventi crescono del 4%, a 4,6 miliardi: il margine d’interesse diminuisce dell’1,3%, mentre le commissioni nette aumentano del 9,6%, superando due miliardi. La banca conferma un utile annuale atteso oltre 1,95 miliardi e prospetta un dividendo complessivo superiore a un euro per azione.
Il nuovo piano industriale è previsto nel primo semestre 2027. Castagna riferisce che potrebbe comprendere azioni per mitigare gli effetti della manovra, una volta chiariti i contenuti. Sul rapporto distributivo tra Anima e MPS richiama invece la scadenza contrattuale del 2030 come elemento di continuità.
La posizione UILCA: la valutazione di un’aggregazione deve comprendere anche la convenienza industriale e sociale: prospettive occupazionali, qualità del lavoro, investimenti e presenza nei territori. Il riconoscimento agli azionisti non esaurisce le responsabilità di un progetto.
Anche le eventuali azioni di mitigazione fiscale devono essere discusse nei loro contenuti. Non possono diventare una formula generica sotto la quale ricondurre minori organici, aumento dei carichi o riduzione delle risorse per formazione e sviluppo professionale.
Mediobanca: utili a 1,1 miliardi mentre cambia la prospettiva societaria
Mediobanca affronta la possibile nuova operazione sul controllo con ricavi e utili in crescita. Antonella Olivieri riporta, per i primi nove mesi, ricavi di circa 2,9 miliardi, in aumento dell’8,9%, e utili di 1,1 miliardi, in crescita del 13,3%. L’amministratore delegato Alessandro Melzi d’Eril richiama espressamente il valore della clientela e la professionalità delle persone.
Il corporate e investment banking registra ricavi in aumento del 14,1% e un utile netto di 233 milioni. Nel wealth management, il trimestre mostra segnali di stabilizzazione e il ritorno a una raccolta netta positiva, ma il risultato dei nove mesi resta inferiore a quello dell’anno precedente. La crescita non è quindi uniforme tra tutte le componenti.
Il credito al consumo beneficia anche del canale bancario e delle sinergie con MPS, mentre il contributo di Generali ai risultati sale a 474,8 milioni. A fine settembre il CET1 ratio è indicato al 15%, in diminuzione rispetto a giugno per le componenti patrimoniali illustrate dalla banca.
La posizione UILCA: i risultati mostrano un patrimonio industriale che deve trovare continuità negli assetti futuri. Il richiamo alle persone deve tradursi nel riconoscimento delle competenze, nella possibilità di crescere e in condizioni organizzative sostenibili.
Il susseguirsi dei passaggi societari richiede inoltre comunicazioni attendibili. Per chi lavora conoscere ciò che è deciso e ciò che resta aperto è parte della possibilità di affrontare il cambiamento e di essere rappresentato nelle sedi negoziali.
Assicurazioni: Intesa-MPS verso le condizioni Antitrust. Generali chiede attenzione anche europea
Andrea Greco e Giovanni Pons descrivono un’istruttoria Antitrust orientata ad accogliere lo schema dell’operazione Intesa-MPS con ulteriori condizioni. Il testo riferisce l’invio alle parti delle risultanze istruttorie e la possibilità di chiedere un’udienza finale.
Secondo le fonti citate le condizioni riguarderebbero sia la rete bancaria sia i rapporti con Generali. Alle 635 filiali già previste per Unipol potrebbero aggiungersi alcune decine di sportelli da destinare ad altri acquirenti. Il perimetro resta da confermare nel provvedimento finale.
Il secondo filone riguarda l’impegno a dismettere la posizione di circa il 3% di Generali collegata al derivato sottoscritto da Intesa, mantenendo la partecipazione oggi detenuta tramite Mediobanca. Le misure comportamentali comprenderebbero inoltre requisiti di piena indipendenza per i consiglieri indicati da Intesa nel Leone, con l’obiettivo di evitare scambi informativi tra concorrenti.
Il testo riporta anche le preoccupazioni espresse da MPS e Generali sulla possibilità di un’influenza significativa, pur senza controllo formale. Generali avrebbe sollecitato l’attenzione dell’Antitrust europeo.
La posizione UILCA: le condizioni concorrenziali contribuiranno a definire il progetto, ma non sostituiscono il confronto sulle persone. Eventuali ulteriori cessioni richiedono chiarezza sui destinatari, sulle attività e sulle garanzie del personale coinvolto.
Per Generali l’indipendenza deve essere valutata anche nella continuità delle strategie, delle professionalità e dei servizi. Gli equilibri azionari non possono lasciare il lavoro sullo sfondo né trasferire l’incertezza finanziaria nell’organizzazione quotidiana.
Net Insurance: l’IA dalla sperimentazione al governo dei processi
Non basta moltiplicare le applicazioni: occorre controllarne risultati, costi, dati e fornitori. È il messaggio dell’intervento di Fabio Pittana, chief operating officer di Net Insurance, nel focus dedicato all’intelligenza artificiale.
Pittana descrive una fase iniziale di formazione e sperimentazione, avviata nel 2022, dalla quale sono derivate cinque-sei applicazioni in produzione. Nel 2026 la compagnia avrebbe rallentato l’introduzione di nuovi casi per concentrarsi sul governo dei sistemi, sul monitoraggio e sulla qualità delle fonti.
Tra gli impieghi riportati figurano l’analisi documentale delle proposte assicurative, le interviste telefoniche attraverso assistenti virtuali e il supporto alla gestione dei sinistri.
Per il controllo documentale l’azienda indica una riduzione dei tempi da due giorni a due ore.
Il percorso considera anche modelli più piccoli e specializzati, installabili sulle infrastrutture aziendali, per mantenere maggiore controllo sui dati e ridurre la dipendenza dai fornitori. Pittana ribadisce che la tecnologia deve sostenere competenze e capacità decisionali delle persone.
La posizione UILCA: formazione, riqualificazione e partecipazione non possono essere soltanto la premessa di un progetto: devono accompagnarne l’attuazione, con una verifica degli effetti su ruoli, carichi e autonomia professionale.
La riduzione dei tempi non deve tradursi esclusivamente in maggiori volumi richiesti al personale. I benefici dell’innovazione devono contribuire anche alla qualità del lavoro e del servizio, mantenendo una responsabilità umana effettiva e strumenti per esercitarla.
Riscossione: taglio IRPEF, il ritorno di gettito è una stima, distinto dal beneficio ai contribuenti
Silvia Valente presenta una simulazione sugli effetti indiretti dell’estensione dello scaglione IRPEF al 33% da 50mila a 55mila euro. A fronte di un costo indicato in circa 1,2 miliardi, la nota tecnica richiamata stima un recupero di gettito di circa 136 milioni nello scenario centrale.
Il risparmio deriva dalla riduzione di dieci punti dell’aliquota applicata alla quota di reddito compresa tra 50mila e 55mila euro, fino a un massimo di 500 euro. Non è quindi uno sconto riconosciuto indistintamente a tutti coloro che hanno un reddito inferiore a 55mila euro.
La simulazione centrale assume che venga spesa metà del beneficio. Nell’esempio di uno sgravio di 500 euro, i consumi aggiuntivi genererebbero quasi 57 euro tra imposte indirette e dirette.
La posizione UILCA: il recupero di gettito è un elemento della valutazione, non l’unico metro dell’utilità di una riduzione fiscale. Una misura può sostenere i redditi senza restituire allo Stato l’intero costo; occorre però discuterne apertamente beneficiari, coperture, durata ed effetti distributivi.
Per chi vive del proprio lavoro la valutazione deve comprendere anche il fiscal drag e il beneficio netto complessivo.
Per il personale dei servizi fiscali e della riscossione ogni modifica deve essere accompagnata da regole applicabili, aggiornamenti e comunicazioni coerenti. La chiarezza è parte del servizio pubblico e delle condizioni necessarie a svolgerlo bene.