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Risultano incompleti i pagamenti degli arretrati di stipendio, da parte delle banche, previsti col nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro del settore, per alcune lavoratrici e lavoratori bancari. In particolare, con le buste paga di marzo, in alcune aziende e gruppi, non sono stati riconosciuti gli incrementi retributivi e i relativi arretrati stabiliti col rinnovo dello scorso 19 dicembre per i dipendenti destinatari dell’ex livello retributivo di inserimento professionale.

È quanto scrivono i segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Giuliano Calcagni, Massimo Masi ed Emilio Contrasto, in una lettera inviata oggi al presidente del Casl (Comitato affari sindacali e del lavoro) di Abi, Salvatore Poloni.

«Una siffatta lettura non è conforme al testo ed allo spirito, dell’accordo, non essendo mai stata intenzione di alcuna delle Parti sottoscrittrici di escludere tali colleghi dagli aumenti del nuovo Ccnl» aggiungono i segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin. «Come noto, infatti – si legge ancora nella lettera – l’articolo 46 del Ccnl 31 dicembre 2015 è stato abrogato con il succitato accordo di rinnovo ed è stata prevista una integrazione al fine di azzerare il gap salariale per coloro che, alla data del 19 dicembre scorso, risultavano già destinatari del “livello retributivo di inserimento professionale”, senza escludere in alcun modo la titolarità, per tali lavoratrici e lavoratori ori, di beneficiare degli incrementi retributivi previsti per la terza area professionale 1° Livello. Chiediamo, quindi, un pronto intervento da parte dell’Associazione verso i vostri associati al fine di rimediare immediatamente ad una tale distorta e strumentale interpretazione dell’accordo» concludono Sileoni, Colombani, Calcagni, Masi e Contrasto.

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