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Il Coronavirus si sta diffondendo rapidamente nel Paese e nel mondo; l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo non ha precedenti e, allo stato non ci sono cure ne vaccini, per contrastarlo se non la modifica dei nostri comportamenti sociali.

Il governo ha varato una serie di decreti per arrestarne la diffusione facendo chiudere tutti i servizi non essenziali per il bene pubblico; tra questi, nel decreto emanato nella serata di ieri, oltre a servizi bancari e postali, sono stati inaspettatamente inseriti anche i servizi assicurativi.

È un fatto totalmente inspiegabile in quanto le agenzie, di questo stiamo parlando, svolgono sostanzialmente la funzione di incassare i premi alla scadenza e, molto banalmente, sarebbe sufficiente prorogare le scadenze di un mese per poter agevolmente chiudere le agenzie e non esporre le lavoratrici ed i lavoratori al rischio di contagio.

In alternativa è necessario limitare al massimo il contatto con la clientela e con i collaboratori, incentivare le forme di pagamento alternativo alla cassa, eliminare gli spostamenti, spingere ai massimi livelli lo Smart working, favorire senza penalizzazioni l’assenza dai luoghi di lavoro anche facendo ricorso a congedi parentali e fruizione di ferie residue.

Deve essere garantita la sanificazione quotidiana dei locali fino a fine emergenza.

Non comprendiamo infine come né l’ANIA, né le associazioni degli agenti si siano opposte al decreto che, in maniera del tutto incomprensibile, e per la prima volta nella storia, annovera i servizi assicurativi tra i servizi pubblici essenziali.

PRIMA LA SALUTE ! ! !

Comunicato unitario delle Segreterie Nazionali 

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