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bbiamo ricevuto ieri pomeriggio la vostra comunicazione ufficiale sul piano ferie, riassuntaci poco prima in un avviso, anticipatoci nella stessa mattinata, a stretto giro di posta.

Risulta evidente per le scriventi Organizzazioni Sindacali che lo scopo fondamentale di tutti i DPCM succedutisi e del protocollo ANIA/OO.SS del 24.3 siano finalizzati a prevenire la diffusione del virus e agevolare l’operatività aziendale anche attraverso forme di lavoro alternative da remoto.

La tematica del recupero ferie degli anni precedenti, che pur nella crisi generale che viviamo, nelle altre aziende del nostro settore sembra risolversi attraverso lo strumento di accordi condivisi con le parti sociali, di cui il Sindacato ci consta essere ancora elemento fondamentale, qui è stata affrontata diversamente, escludendo dal contesto ogni discussione preventiva con le Organizzazioni Sindacali Aziendali. Lungi da noi pensare ad un periodo organizzato, in cui i responsabili hanno avuto modo di programmare le assenze con i propri collaboratori in via informale, escludendo il dialogo sociale ma, di fatto, le OO.SS. sono state totalmente ignorate.

L’invito da voi esplicitato nella comunicazione che citiamo “…È quindi necessario iniziare a consumare queste giornate di ferie e ex festività residue (salvaguardando la dotazione di ferie del corrente anno 2020) collocandole nei mesi di aprile e maggio 2020 e comunque entro il 30 giugno pv…”, più che a dare risposte sembra più finalizzato ad azzerare le ferie pregresse delle lavoratrici e dei lavoratori che, vogliamo ricordarlo, sono sempre peraltro sottoposte all’approvazione e revoca dei responsabili aziendali per oggettive ragioni di servizio (ci risultano inoltre nel merito della vostra comunicazione indicazioni differenti sul godimento delle ferie arretrate attuate in diversi settori/servizi/aziende del Gruppo).

Siamo infatti certi che la continuità operativa aziendale sia garantita in questo periodo con continuità ed efficacia, dalla ampia copertura delle attività svolte da remoto in smart working, che riteniamo uno strumento determinante e significativo per affrontare questo delicato momento.

Citiamo il vostro passaggio “…Il tema, se da un lato può definirsi ricorrente, dall’altro assume quest’anno particolare importanza per via della ridotta o diminuita operatività in molte aree a seguito della situazione epidemiologica che tutti conosciamo…”per significarvi che a nostro parere sarebbe stato più efficace e mirato mappare quali attività e servizi, non potendo utilizzare lo SW, avessero realmente la necessità di utilizzare strumenti alternativi di copertura, invece di imporre a tappeto l’utilizzo di ferie e ex festività in settori che stanno normalmente operando, con lavoratrici e lavoratori che stanno svolgendo la loro attività da remoto impegnandosi a mantenere inalterata la funzionalità aziendale.

Voi invece fate genericamente riferimento a molte aree, ma non tutte. Quali sono?
Viene da dire che demandare ai capi servizi di valutare ognuno nel proprio ambito, se le attività hanno subito delle riduzioni si traduce anche nell’individuare le persone che hanno in capo tali attività , creando potenziali situazioni di disparità. L’approccio quindi andrebbe fatto più ufficio per ufficio (come quando si concede lo SW).

Ciò nonostante Vi significhiamo, nell’alveo delle tradizionali relazioni industriali del nostro settore, che siamo ancora disponibili, se interpellati, ad affrontare responsabilmente la questione attraverso un accordo dedicato, mirato a contemperare le esigenze e le necessità di tutti e cogliamo l’occasione per richiedervi ufficialmente l’accesso da remoto alle nostre caselle sindacali aziendali, di sigla e unitarie, per consentirci di svolgere normalmente la nostra attività.

Lettera unitaria Rsa Gruppo Helvetia

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