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Durante la Video Conference dei Segretari Generali con ABI sulla verifica dell’applicazione dell’Accordo fase 2, è emerso in maniera forte il tema, sempre più caldo, del clima d’odio e delle violenze all’interno del quale si trovano ad operare le lavoratrici e i lavoratori del settore bancario.

“Gli episodi di cronaca che si sono verificati nelle ultime settimane in tutta Italia e che hanno trovato il culmine nell’aggressione subita ieri da un collega in provincia di Brescia segnano un punto di non ritorno”, commenta Massimo Masi, Segretario Generale della Uilca. “In questo contesto estremamente delicato di emergenza, anche sociale, è fondamentale che ognuno, a partire dalle Banche, si assuma le proprie responsabilità: i bancari non sono i banchieri. E’ quanto mai urgente intervenire per fermare questi attacchi e placare questo clima di violenza.”

Soltanto due giorni fa la Uilca, insieme alle altre sigle del settore, ha presentato un esposto a tutte le Procure della Repubblica in Italia, informando contestualmente il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, per denunciare il crescente e inaccettabile clima di odio contro il settore bancario.

“Le lavoratrici e i lavoratori del settore hanno dimostrato con onore, in questo contesto di emergenza, di fare il proprio dovere senza mai tirarsi indietro. la nostra categoria ha pagato un prezzo alto: abbiamo avuto 16 morti e centinaia di contagiati. Ma ora è necessario intervenire con la massima urgenza e porre fine a questa situazione”, continua Masi. “Le banche devono aiutare la ripresa del paese, devono dare liquidità alle aziende che intendono riprendere le attività! Meno burocrazia e più rapidità nell’erogazione delle somme stanziate. Il
sindacato vigilerà affinché nessuno rimanga indietro.”

Comunicato stampa del Segretario Generale Uilca Massimo Masi

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