Oggi al centro il giudizio di Glass Lewis sulle offerte di MPS, le ipotesi di nuovi contributi da banche e assicurazioni per finanziare la manovra e le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Tre temi che richiamano la necessità di valutare con attenzione rischi, responsabilità e conseguenze delle scelte finanziarie, fiscali e organizzative.
La tutela delle lavoratrici e dei lavoratori è l’obiettivo principale della UILCA. Le operazioni societarie devono offrire garanzie occupazionali e prospettive professionali; gli eventuali contributi alla manovra non devono diventare un pretesto per peggiorare le condizioni di lavoro; l’innovazione deve essere accompagnata da formazione, regole chiare e responsabilità definite. Governare il cambiamento significa mettere le persone nelle condizioni di affrontarlo, senza lasciare che ne sostengano soltanto il peso.
Banche: Glass Lewis boccia le OPS di MPS, sì alla fusione con Mediobanca
Anche Glass Lewis raccomanda agli investitori istituzionali di votare contro le offerte di Monte dei Paschi su Banco BPM e Banca Generali nell’assemblea del 29 ottobre. Nell’articolo «Anche Glass Lewis boccia MPS», Camilla Conti e Andrea Deugeni su MF ricostruiscono il giudizio del secondo grande consulente di voto, che si affianca a quello di ISS. Si tratta di raccomandazioni rivolte agli azionisti, non di decisioni già assunte dall’assemblea.
Glass Lewis riconosce una logica industriale nelle proposte di Luigi Lovaglio, ma ritiene che i benefici attesi non compensino adeguatamente i rischi. Tra le criticità indica la sovrapposizione di più integrazioni mentre il riassetto di Mediobanca è ancora incompleto, l’assenza di due diligence sugli istituti da acquisire e la mancanza di piani di attuazione concordati. Pesano inoltre l’opposizione di Banco BPM e Crédit Agricole e l’assenza di un impegno di Generali a conferire la propria partecipazione di controllo in Banca Generali.
Respingere le due offerte consentirebbe agli azionisti di mantenere aperta l’alternativa rappresentata dall’OPAS di Intesa Sanpaolo, senza obbligarli ad aderirvi. Il giudizio considera anche il dissenso interno al consiglio e la contrarietà al programma espressa dal blocco Delfin-Caltagirone-Edizione, indicato nell’articolo al 32,4% del capitale.
La raccomandazione negativa comprende la maxi-distribuzione da circa 4 miliardi, prevista attraverso il 4,5% di Generali e un miliardo in contanti, e il trasferimento diretto a MPS della quota del 13,35% del Leone detenuta tramite Mediobanca.
Diverso il giudizio sulla fusione di Mediobanca in MPS, che Glass Lewis invita ad approvare: completerebbe un investimento già effettuato, semplificando la struttura proprietaria e di governance e favorendo il perseguimento degli obiettivi industriali. L’articolo richiama, tra questi, sinergie attese per 700 milioni di euro annui.
La posizione UILCA: integrare più realtà significa intervenire su organizzazione, sistemi informatici, ruoli, sedi e rapporti con la clientela. La sostenibilità di un progetto va quindi verificata anche rispetto ai carichi di lavoro, alla formazione e alla continuità delle professionalità.
Le sinergie annunciate devono essere spiegate nella loro composizione e nelle loro conseguenze. Non possono essere considerate un beneficio automaticamente condiviso se non è chiaro come saranno realizzate e quali garanzie accompagneranno le persone.
Il confronto sindacale deve poter intervenire sulle ricadute concrete delle operazioni, con informazioni trasparenti e tempestive. Il futuro delle banche non può essere valutato soltanto in termini di convenienza per gli azionisti: deve offrire prospettive occupazionali, condizioni di lavoro sostenibili e continuità dei servizi ai territori.
Assicurazioni: sul tavolo nuovi contributi alla manovra
Il governo cerca circa 10 miliardi di euro di coperture per la manovra, di cui circa 3 miliardi da banche e assicurazioni. Nell’articolo «Il governo cerca 10 miliardi», Anna Messia e Silvia Valente su MF ricostruiscono le ipotesi allo studio per una legge di Bilancio da circa 25 miliardi: alle coperture si aggiungerebbero circa 15 miliardi di maggiore deficit per difesa ed energia, il cui via libera europeo è indicato come atteso all’Ecofin del 9 novembre.
Per il settore assicurativo, tra le possibilità, figurano interventi sulle DTA, le attività fiscali differite iscritte nei bilanci. Secondo la ricostruzione del quotidiano il governo potrebbe modificare i tempi di deduzione o ammortamento degli avviamenti e di utilizzo dei benefici fiscali, anticipando il versamento delle imposte o rallentando il recupero delle agevolazioni. Il dossier non si identifica quindi necessariamente con una tassa sugli extraprofitti.
Un’altra leva sarebbe un ulteriore aumento dell’IRAP. L’articolo ricorda che, dopo l’incremento disposto dalla precedente manovra, l’aliquota per le assicurazioni è arrivata al 7,9%, contro il 6,65% del settore bancario. Il possibile nuovo intervento si aggiungerebbe dunque a un prelievo già aumentato.
Tra le ipotesi specifiche per le compagnie c’è inoltre il passaggio dall’85% al 100% dell’anticipo del contributo sui premi delle assicurazioni di veicoli e natanti destinato al Servizio sanitario nazionale. La misura potrebbe generare un incasso aggiuntivo stimato tra 250 e 280 milioni di euro. Secondo MF, l’aumento dell’IRAP e l’anticipo già introdotti nella manovra 2026 avevano prodotto un extra gettito assicurativo stimato in 1,3 miliardi.
La posizione UILCA: il confronto sulle risorse per la manovra deve tenere insieme equità fiscale, sostenibilità industriale e tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.
Un eventuale contributo aggiuntivo non deve diventare il pretesto per comprimere occupazione, retribuzioni, welfare contrattuale o investimenti nelle competenze. Le persone che contribuiscono ogni giorno ai risultati delle compagnie non possono essere chiamate a sostenere indirettamente nuove richieste fiscali attraverso peggioramenti delle condizioni di lavoro o maggiori pressioni organizzative e commerciali.
Occorre inoltre distinguere gli effetti delle diverse misure: aumentare un’aliquota e anticipare il pagamento di un’imposta non sono interventi equivalenti. Per valutarne le conseguenze servono chiarezza su entità, durata e modalità, evitando che annunci ancora provvisori alimentino incertezza.
Solidità delle compagnie, qualità del lavoro e protezione della clientela devono restare obiettivi coerenti, senza trasferire il peso delle scelte sulle lavoratrici e lavoratori.
Riscossione e fisco: regole più stringenti sull’uso dell’AI
L’Agenzia delle Entrate richiama gli uffici al rispetto delle regole sull’intelligenza artificiale generativa, con particolare attenzione alla protezione dei dati e all’affidabilità dei contenuti. Nell’articolo «Giro di vite del Fisco sull’IA», Francesco Cerisano su Italia Oggi riferisce di un incontro online previsto per oggi con direttori regionali, provinciali e responsabili delle aree controlli e legale, per ribadire i limiti di utilizzo degli strumenti.
Le indicazioni distinguono le piattaforme pubbliche non adottate dall’Agenzia dagli strumenti validati e integrati nell’ambiente aziendale. Per le prime, tra cui ChatGPT, Gemini, Claude e Perplexity, è vietato l’utilizzo nella produzione degli atti amministrativi relativi all’attività istituzionale, anche nelle fasi preparatorie e nella gestione delle controversie giudiziali ed extragiudiziali. Nella stessa categoria rientra Microsoft Copilot quando viene utilizzato tramite un account privato, gratuito o a pagamento.
Diverso è il caso di Microsoft Copilot 365 nell’ambiente autenticato dell’Agenzia, con le credenziali aziendali: l’impiego è consentito esclusivamente come supporto alla produttività individuale, per attività non finalizzate alla produzione diretta degli atti. Anche in questo caso, però, non sono ammesse elaborazioni delle banche dati dell’Agenzia, delle informazioni dell’Anagrafe tributaria o di dati personali. La distinzione riguarda quindi l’ambiente di utilizzo e le autorizzazioni, non soltanto il nome del prodotto.
Le linee guida del 23 ottobre 2025 richiamano rischi che vanno dall’esposizione non autorizzata delle informazioni alla perdita di controllo sui dati, fino alla generazione di contenuti errati o documenti falsi. Particolare attenzione è dedicata alle cosiddette “allucinazioni”: risposte plausibili ma inesatte, come riferimenti a norme inesistenti, sintesi scorrette o conclusioni non coerenti con i documenti esaminati.
Per questo l’Agenzia precisa che i risultati non possono essere utilizzati senza verifica. Anche negli impieghi consentiti resta obbligatorio un controllo umano critico e puntuale sulla correttezza dei contenuti.
La posizione della UILCA: la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori richiede che le regole siano accompagnate da formazione, istruzioni operative comprensibili e chiarezza sulle responsabilità.
Non basta distinguere tra strumenti autorizzati e vietati: le persone devono sapere quali attività possono svolgere, quali informazioni non possono inserire e come verificare i risultati. La supervisione umana deve essere sostenuta da competenze e tempi adeguati, senza diventare un obbligo formale che lascia al singolo tutto il peso degli errori.
Il confronto sindacale deve accompagnare l’introduzione delle tecnologie e le loro ricadute sull’organizzazione. L’AI deve aiutare a svolgere meglio il lavoro, non tradursi automaticamente in maggiori carichi, controlli più complessi o responsabilità aggiuntive senza preparazione e riconoscimento.
Protezione dei dati, correttezza degli atti e garanzie professionali devono procedere insieme. Un’innovazione governata con responsabilità tutela sia chi lavora sia i cittadini, rafforzando la qualità del servizio e la fiducia nell’amministrazione.