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Rassegna stampa Uilca Lombardia 

Dietro ogni operazione finanziaria, scelta di bilancio o nuova procedura ci sono persone che ne vivono gli effetti, dentro e fuori i luoghi di lavoro. È da qui che parte la rassegna di oggi: dalle incertezze sul progetto MPS alle risorse chieste a banche e assicurazioni per famiglie e welfare, fino all’apertura delle domande per la rottamazione dei debiti locali.

Le strategie industriali devono offrire prospettive occupazionali e garanzie concrete; le scelte fiscali devono sostenere equità e potere d’acquisto; le nuove attività della riscossione devono essere accompagnate da personale, formazione e strumenti adeguati. Il cambiamento acquista valore quando migliora le condizioni delle persone, senza lasciare a chi lavora soltanto il peso della complessità.

 

Banche: MPS modifica le condizioni delle OPS, mentre cresce il confronto sul ruolo del consiglio

Monte dei Paschi prova a rendere più flessibili le offerte su Banco BPM e Banca Generali, mentre si rafforza il fronte contrario al progetto e si apre un confronto sulle responsabilità del consiglio di amministrazione. Due articoli approfondiscono aspetti diversi della partita: Luca Gualtieri su MF, con «MPS prova a semplificare le OPS», e Paolo Puri sul Sole 24 Ore nell’intervento «Resistere non serve a niente (anzi, può essere pericoloso)».

Secondo la ricostruzione di Gualtieri per entrambe le offerte è prevista una soglia di efficacia pari al 50% del capitale più un’azione. Per Banco BPM, però, MPS si riserva la possibilità di modificarla o rinunciarvi, mantenendo quindi l’opzione di procedere anche senza raggiungere la maggioranza. Non si tratta di una rinuncia già esercitata. Per Banca Generali, invece, la soglia è irrinunciabile: resta quindi decisiva la posizione di Generali, che detiene il 50,17% della banca.

Le offerte sono presentate come parallele ma autonome nei presupposti e negli esiti. I concambi restano fissati a 1,56 azioni MPS per ogni azione Banco BPM e a 6,96 azioni MPS per ogni azione Banca Generali, con possibili rettifiche legate ai dividendi prima del regolamento.

L’obiettivo dichiarato da Luigi Lovaglio è costruire il terzo gruppo italiano per attivo, affiancando alla rete commerciale e alle fabbriche prodotto di Banco BPM, compresa Anima, la consulenza patrimoniale di Banca Generali.

Il progetto continua a incontrare ostacoli. Dopo Delfin, Caltagirone e Benetton, anche Fondaco Lux, titolare dello 0,41% di MPS, ha annunciato il voto contrario in assemblea. A questo quadro si aggiungono le raccomandazioni negative di ISS e Glass Lewis sulle due OPS, motivate anche dai rischi di sovrapporre nuove acquisizioni all’integrazione di Mediobanca.

Paolo Puri propone una lettura critica della scelta del consiglio MPS, che il 12 ottobre ha confermato l’opposizione all’offerta di Intesa Sanpaolo. L’autore riconosce a Lovaglio il merito di aver ottenuto un aumento della componente monetaria del corrispettivo, ma si domanda fino a quando il proseguimento della strategia difensiva possa essere giustificato dai benefici attesi.

Il punto centrale del suo intervento riguarda il rapporto tra interesse della società, consenso degli azionisti e costi della difesa. Puri richiama la passivity rule dell’articolo 104 del Testo unico della finanza e le norme del Codice civile sui doveri e sulle responsabilità degli amministratori, prospettando rischi qualora le spese sostenute per contrastare l’offerta risultassero prive di adeguata giustificazione.

L’autore dedica attenzione anche ai consiglieri dissenzienti: nella sua analisi il voto contrario non esaurisce necessariamente gli obblighi di chi deve agire informato e attivarsi di fronte a possibili criticità.

I due articoli mettono così a fuoco questioni complementari: la flessibilità delle condizioni finanziarie delle offerte e la sostenibilità della strategia con cui vengono portate avanti.

La posizione UILCA: rendere più flessibile una soglia non elimina la complessità industriale dell’operazione. Procedere anche senza la maggioranza di Banco BPM richiederebbe di chiarire quali obiettivi siano concretamente realizzabili e attraverso quali strumenti, senza dare per acquisita un’integrazione ancora incerta.

Per UILCA le domande restano concrete: quali effetti sono previsti su occupazione, sedi, mobilità, ruoli e carichi? Quali investimenti accompagneranno l’integrazione dei sistemi e la formazione? Come saranno valorizzate le professionalità delle diverse realtà coinvolte?

La sovrapposizione di più trasformazioni non può essere scaricata sulle persone attraverso maggiore pressione operativa o prolungata incertezza. Il confronto sindacale deve accompagnare ogni passaggio, con informazioni tempestive e garanzie verificabili. Il valore di un progetto bancario non si misura soltanto nella dimensione raggiunta o nel ritorno per gli azionisti, ma soprattutto nella qualità del lavoro e nella continuità dei servizi a famiglie, imprese e territori.

 

Assicurazioni: dalla finanza 5 miliardi per famiglie e welfare

Sale a 5 miliardi di euro nel 2027 il contributo che il governo intende chiedere a banche e assicurazioni per finanziare politiche familiari e spesa sociale. Nell’articolo «Manovra da 23,5 miliardi: 5 a famiglia e welfare, coperti da banche e finanza», Marco Mobili e Gianni Trovati sul Sole 24 Ore analizzano il Documento programmatico di bilancio trasmesso alla Commissione europea.

La richiesta supera di 2 miliardi le ipotesi circolate alla vigilia. Il contributo complessivo del settore finanziario è indicato in circa 10,75 miliardi nel triennio.

La manovra delineata dal documento vale circa 23,5 miliardi nel 2027, con 14 miliardi finanziati attraverso il disavanzo in deroga per energia e difesa. Il contributo richiesto alla finanza costituisce una delle principali coperture ma gli strumenti per ottenerlo non sono ancora definiti nel DPB.

Tra le opzioni tecniche richiamate dal quotidiano figurano un ulteriore aumento dell’IRES, interventi sull’IRAP, il rinvio dell’utilizzo delle DTA — le attività fiscali differite — e una rimodulazione della deducibilità degli interessi passivi.

Sul versante degli impieghi la voce «Politiche per la famiglia e spesa sociale» vale circa 5 miliardi nel 2027 e 10,8 miliardi nel triennio. Tra le misure allo studio compare un sostegno per le spese sanitarie delle persone fragili, con soglie e modalità ancora da precisare. Il quadro comprende anche possibili interventi per natalità e madri lavoratrici. Alla sanità sono destinati 2,4 miliardi.

Resta invece fuori dalla griglia iniziale l’estensione fino a 60.000 euro dello scaglione IRPEF al 33%. La misura costerebbe 2,7 miliardi annui, mentre il documento assegna alle misure fiscali del 2027 circa 2,15 miliardi da utilizzare anche per altri interventi. L’eventuale recupero di margini dipende quindi dall’evoluzione delle coperture e del confronto europeo.

La posizione UILCA: finanziare sanità, welfare e sostegno ai redditi risponde a bisogni concreti. È però necessario che le misure siano comprensibili, accessibili e capaci di raggiungere chi incontra maggiori difficoltà, evitando che la frammentazione dei bonus lasci senza risposta situazioni di bisogno.

Al contempo un eventuale aumento del contributo fiscale non deve diventare il pretesto per comprimere occupazione, retribuzioni, welfare contrattuale o investimenti nelle competenze. Le persone che contribuiscono ai risultati delle compagnie non possono sostenerne indirettamente il peso attraverso maggiori carichi di lavoro o pressioni commerciali.

Occorre quindi conoscere entità, durata e modalità delle misure e verificarne le eventuali ricadute organizzative. La difesa del potere d’acquisto riguarda anche chi lavora nei settori chiamati a contribuire: sostegno alle famiglie, qualità del lavoro e solidità dei servizi devono essere obiettivi coerenti, non contrapposti.

 

Riscossione e fisco: al via le domande per la rottamazione locale

Dal 16 ottobre si apre la finestra per aderire alla rottamazione dei carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione da Comuni, Regioni e altri enti territoriali aderenti. Nell’articolo «Multe, bollo, Tari e Imu: da oggi le domande per la rottamazione locale», Cristina Bartelli illustra il calendario e le modalità della procedura, con domande da presentare esclusivamente online entro il 15 dicembre.

La misura non riguarda indistintamente tutti i debiti locali. Sono interessati soltanto i carichi affidati ad AdER e rientranti nella definizione agevolata. Restano fuori da questa procedura i tributi gestiti direttamente dagli enti o affidati a concessionari privati, per i quali possono essere previste sanatorie autonome, secondo delibere e regolamenti locali. Il quotidiano richiama un elenco di circa 1.500 enti aderenti, pubblicato da AdER il 25 settembre.

Per conoscere le cartelle definibili è disponibile un prospetto informativo, richiedibile nell’area riservata del sito di AdER con le credenziali digitali oppure nell’area pubblica, allegando la documentazione di riconoscimento. L’articolo indica per la richiesta in area riservata l’invio di una e-mail entro 12 ore, con un link per scaricare il prospetto entro cinque giorni. Per la procedura in area pubblica, l’invio segue la verifica della documentazione da parte degli uffici.

Anche la domanda di adesione può essere presentata attraverso i due canali. Nell’area riservata il servizio propone l’elenco dei carichi definibili, tra i quali selezionare quelli da inserire; nell’area pubblica occorre indicare anche i numeri identificativi delle cartelle e allegare i documenti richiesti. In entrambi i casi va scelta la modalità di pagamento.

Secondo il calendario riportato AdER comunicherà le somme dovute entro il 28 febbraio 2027. Il pagamento potrà avvenire in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, ciascuna non inferiore a 100 euro. Il mancato o insufficiente versamento dell’unica soluzione, di due rate anche non consecutive o dell’ultima rata comporterà l’inefficacia della definizione agevolata.

La posizione UILCA: i servizi telematici possono semplificare alcuni passaggi ma non eliminano il lavoro necessario per affrontare le anomalie e rispondere alle richieste. Scadenze e volumi delle attività devono essere sostenuti da organici, formazione e strumenti adeguati, evitando che l’operazione si traduca soltanto in maggiori carichi e pressione sugli uffici.

La distinzione tra debiti ammessi, gestioni dirette e procedure autonome degli enti rende particolarmente importante la chiarezza delle informazioni. Chi lavora deve poter contare su indicazioni operative coerenti, mentre i cittadini devono essere messi nelle condizioni di comprendere quali debiti siano interessati e quali conseguenze derivino dalle scelte di pagamento.

La qualità del servizio dipende anche dalla sostenibilità dell’organizzazione. Riconoscere le professionalità della riscossione significa garantire condizioni che consentano di operare con accuratezza, nel rispetto dei diritti e delle responsabilità di tutte le persone coinvolte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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