Rassegna stampa Uilca Lombardia
La giornata apre con tre notizie che coinvolgono i nostri settori. Il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, sulla Gazzetta del Sud, torna a chiedere di “recuperare il potere d’acquisto”. È un tema che riguarda da vicino anche i settori rappresentati dalla Uilca.
Nel credito, Crédit Agricole aspetta l’assemblea del Monte dei Paschi del 29 ottobre prima di decidere il futuro di Banco BPM, una banca con un forte radicamento in Lombardia.
Nelle assicurazioni, Generali lega la propria crescita a persone, tecnologia e sostenibilità, mentre l’intelligenza artificiale cambia regole, responsabilità e modelli di vendita. Nella riscossione, il Sole 24 Ore anticipa un nuovo assetto centrale per Agenzia delle Entrate-Riscossione, più vicino al modello dell’Agenzia delle Entrate.
Sono tre cambiamenti di struttura: nuovi assetti proprietari, nuove tecnologie e una nuova organizzazione pubblica. Per la Uilca, in ognuno di questi passaggi va fatta la stessa verifica: che cosa cambia per le persone che lavorano e per i cittadini che ricevono il servizio.
Banche — Crédit Agricole aspetta il voto MPS per decidere su Banco BPM
Su MF Andrea Deugeni e Luca Gualtieri spiegano che Crédit Agricole, primo azionista di Banco BPM con il 29,3%, non farà alcuna mossa prima del 29 ottobre. Quel giorno l’assemblea del Monte dei Paschi voterà l’offerta di scambio lanciata da Siena su Piazza Meda. Secondo Bloomberg l’amministratore delegato Olivier Gavalda sta valutando con i consulenti diverse opzioni per rafforzare il gruppo in Italia, compresa l’acquisizione di Banco BPM. Gavalda considera invece negativa una possibile unione tra Banco BPM e MPS. Parigi ha già fatto sapere che non aderirà all’offerta di Siena. Anche l’amministratore delegato di Banco BPM ha osservato che l’offerta è “a sconto” sia rispetto ai valori di Borsa sia rispetto al prezzo di Siena prima dell’annuncio dell’offerta di Intesa.
Intanto S&P ha alzato il rating di Banco BPM a BBB+ con prospettive positive, citando il successo dell’integrazione di Anima, il rafforzamento nel risparmio gestito e il raggiungimento degli obiettivi del piano.
La posizione Uilca. Il miglioramento del rating conferma che Banco BPM è una banca solida. È un risultato costruito soprattutto dalle lavoratrici e dai lavoratori, che negli ultimi anni hanno affrontato integrazioni, riorganizzazioni e forti aumenti dei carichi di lavoro. Per la Uilca proprio chi ha contribuito a creare questo valore non può restare fuori dalle decisioni.
I prossimi due mesi saranno decisivi e il futuro della banca non può essere deciso solo nei consigli di amministrazione di Siena, Parigi o Milano. Nessuna delle ipotesi in campo, dall’offerta di MPS al possibile intervento francese, dall’operazione congiunta fino alla cessione di sportelli ad altri gruppi, è neutra per i dipendenti e per i territori.
Il coordinamento Uilca del Gruppo, insieme a First Cisl e Fisac Cgil, ha già indicato i principi da rispettare. Il personale non può essere trattato come “una semplice operazione numerica o speculativa”. Eventuali vincoli Antitrust non possono diventare un pretesto per ridurre la presenza della banca sul territorio. Oggi ha già respinto un concambio ritenuto “non accettabile”. Lo stesso criterio varrà per ogni altra proposta.
La Uilca guarda con particolare attenzione all’ipotesi di dividere Banco BPM o cedere sportelli come merce di scambio. Una soluzione di questo tipo spezzerebbe professionalità, strutture centrali e relazioni con famiglie e imprese costruite in decenni, soprattutto in Lombardia, dove la banca ha le sue radici. Se in Italia arriverà un grande gruppo estero, dovrà presentare un piano industriale di lungo periodo. Dovrà garantire l’occupazione, mantenere in Italia i centri decisionali e prevedere un ricambio generazionale volontario attraverso il Fondo di solidarietà. La Uilca chiede ai vertici un confronto con le organizzazioni sindacali prima del voto del 29 ottobre, non dopo decisioni già prese. “Il territorio ha bisogno di persone, non di tagli”.
Assicurazioni — Generali: crescita con persone e tecnologia, l’IA cambia il mercato
Su La Verità Gazette Gianluca Baldini spiega che per Generali la crescita passa da persone, tecnologia e sostenibilità. Sono i tre pilastri del piano “Lifetime Partner 27”. Il gruppo prevede di investire 325 milioni in intelligenza artificiale, dati e automazione entro il 2027. Ha già 100 algoritmi proprietari attivi e 20 milioni di documenti sui sinistri completamente automatizzati. Generali Italia ha inoltre avviato i Transformation Hub, sviluppati con la Luiss. Il country general manager Gianluca Perin li descrive come luoghi in cui “persone dell’organizzazione, rappresentanze sindacali, esperti e stakeholder esterni si incontrano per trovare insieme soluzioni”.
Nella stessa giornata, su MF, Francesco Paolo Patti e Oreste Pollicino spiegano che le nuove responsabilità legate all’intelligenza artificiale possono cambiare il mercato assicurativo. Chi usa sistemi di IA deve rispondere dei danni che questi possono causare, e questo apre nuovi rischi da valutare e assicurare. Anna Messia racconta invece il debutto di Laura.it, previsto per metà ottobre. La società si presenta come il primo intermediario assicurativo italiano basato sull’IA: venderà polizze auto solo online, anche attraverso i comparatori, e avrà una struttura di circa venti persone.
La posizione Uilca. Due modelli di innovazione mostrano bene la scelta che il settore ha davanti. Da una parte c’è l’idea di un grande gruppo che dichiara di voler “conservare e potenziare le competenze delle nostre persone e mantenere il controllo del processo”. Riconosce anche un ruolo alle rappresentanze sindacali nei luoghi in cui si progetta il cambiamento. Dall’altra ci sono nuovi operatori che promettono di sostituire la relazione con un dialogo automatico e di ridurre il lavoro umano al minimo.
Per la Uilca, la strada giusta è la prima, a condizione che gli impegni diventino regole verificabili. Nel Gruppo Generali un riferimento esiste già: la Dichiarazione Congiunta sull’intelligenza artificiale firmata con il Comitato Aziendale Europeo. Stabilisce che l’innovazione “non deve tradursi in sostituzione di posti di lavoro, ma in riqualificazione” e tutela la supervisione umana. I Transformation Hub possono essere utili se accompagnano il confronto sindacale, senza sostituirlo. Il Protocollo sull’IA del contratto nazionale ANIA indica gli strumenti da usare: trasparenza, formazione e tutele.
L’arrivo di intermediari basati quasi solo sull’IA pone anche un problema di regole comuni. Se la concorrenza si basa sul minor costo del lavoro e su una consulenza ridotta a un questionario automatico, a pagare saranno i clienti meno esperti e i lavoratori delle strutture tradizionali. Per la Uilca, chi colloca polizze con l’IA deve garantire gli stessi livelli di trasparenza, tutela del cliente e responsabilità richiesti a tutti gli altri operatori.
Le nuove responsabilità legate all’IA descritte da Patti e Pollicino confermano una cosa. Più cresce la complessità dei rischi, più servono persone competenti per valutarli, spiegarli e gestirli. La Uilca chiede che i 325 milioni previsti da Generali e gli investimenti delle altre compagnie siano accompagnati da un piano di formazione esteso a tutto il personale. Chiede anche che il valore generato dall’automazione venga redistribuito nel contratto integrativo.
Riscossione — AdER, un nuovo assetto più vicino al modello Entrate
Il Sole 24 Ore anticipa che l’assetto centrale di Agenzia delle Entrate-Riscossione sarà ridisegnato su un modello più vicino a quello dell’Agenzia delle Entrate. Il cambiamento segue la riorganizzazione dell’Ente pubblico: in agosto, la sua fase due aveva già rafforzato il ruolo della Divisione Servizi nell’indirizzo e nel controllo della riscossione. Nella stessa giornata, Italia Oggi racconta con Giuliano Mandolesi la scadenza dei pagamenti della rottamazione-quinquies. Sul Sole, Marco Mobili e Giovanni Parente spiegano che il fisco incrocerà i dati di Pos e scontrini per segnalare le anomalie.
La posizione Uilca. Una riorganizzazione dei vertici non basta a risolvere i problemi dell’Ente se non affronta quello principale: il personale. I numeri raccolti dalla Uilca nel suo notiziario “La voce degli esattoriali” sono chiari. AdER ha incassato 16,2 miliardi nel 2024 e 16,8 miliardi nel 2025, oltre 33 miliardi in due anni. Nello stesso periodo, tra il 2022 e il 2024, l’organico è sceso dell’8,7%, da 7.727 a 7.056 persone. Molti dei nuovi assunti hanno poi rinunciato, anche a causa di un salario d’ingresso penalizzante.
Per la Uilca, chi ridisegna l’assetto deve prima “sbloccare effettivamente le assunzioni” e “investire seriamente sul personale in organico”. Deve anche superare i blocchi di carriera e rendere l’Ente di nuovo attrattivo. Sulle promozioni i sindacati hanno chiesto un “incremento significativo delle risorse”.
Anche l’innovazione deve restare sotto il controllo dell’Ente. Dopo la cessione dell’area informatica a Sogei, i costi tecnologici sono aumentati, mentre alcuni progetti, moscome l’integrazione con la piattaforma SEND, si sono fermati. Per la Uilca, un modello più vicino a quello delle Entrate deve portare anche le stesse attenzioni allo sviluppo professionale ed economico delle persone. Ogni nuovo assetto va discusso con il sindacato prima di essere reso operativo. “Valorizzare le persone non può e non deve rappresentare un costo ma, al contrario, il miglior investimento” per il futuro della riscossione.