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Rassegna stampa UILCA Lombardia

Il lavoro che sostiene i risultati, l’autonomia che permette di uscire da una relazione di controllo, le competenze che danno una direzione alla tecnologia: sono questi i punti da cui leggere la rassegna di oggi. Gli utili record di Intesa e le prospettive dell’operazione MPS si affiancano al contrasto alla violenza economica, all’integrazione del Vita in UniCredit e alla formazione sull’intelligenza artificiale nelle professioni fiscali.
A legare questi temi è la dignità delle persone, che chiede risposte diverse ma una stessa attenzione. Significa riconoscere chi contribuisce alla crescita, sostenere chi cerca di ricostruire la propria indipendenza e mettere chi lavora nelle condizioni di affrontare il cambiamento. È qui che le scelte delle aziende incontrano una responsabilità più ampia: dare valore alle professionalità e contribuire a una comunità nella quale nessuno debba affrontare da solo le proprie fragilità.

Banche: Intesa, utile a 8,2 miliardi nei nove mesi. Con MPS nuovi obiettivi di crescita

Intesa Sanpaolo chiude i primi nove mesi del 2026 con un utile netto di 8,2 miliardi di euro, in aumento dell’8,1% sullo stesso periodo del 2025. Nel solo terzo trimestre il risultato raggiunge 2,65 miliardi, superando le attese degli analisti richiamate nell’articolo di Luca Davi.
Il gruppo alza così la previsione per l’intero esercizio, indicando un utile «ben superiore» a 10 miliardi. Carlo Messina definisce quello dei nove mesi e del trimestre il miglior risultato netto di sempre e sottolinea che l’obiettivo annuale tiene conto anche dell’impatto fiscale attribuito alla legge di Bilancio 2026.
I proventi operativi netti raggiungono 21,46 miliardi. La crescita interessa gli interessi netti, in aumento del 2,3%, le commissioni, del 5,2%, e l’attività assicurativa, del 5,8%.
Parallelamente, le spese operative scendono dell’1,3% nei nove mesi, a 7,88 miliardi. Il rapporto tra costi e ricavi si riduce al 36,7%, dal 39,3% dell’anno precedente.
L’articolo riporta un costo del rischio di 19 punti base e un’incidenza dei deteriorati dello 0,9% al netto delle rettifiche e dell’1,9% al lordo.
La banca delibera un acconto sul dividendo di 3,8 miliardi, pari a 22 centesimi per azione. Per neutralizzarne l’effetto sull’offerta MPS, il rapporto di concambio sale da 1,6 a 1,664 azioni Intesa per ogni titolo del Monte.
Messina conferma il possibile avvio dell’OPAS nella settimana del 23 novembre, con conclusione entro gennaio. Restano attesi il passaggio sul prospetto e il pronunciamento dell’Antitrust, che contribuirà a definire le condizioni sulla concorrenza e sul perimetro delle cessioni. Gli sportelli indicati per Unipol sono 635; eventuali ulteriori dismissioni, sostiene il banchiere, sarebbero destinate ad altri acquirenti.
Per Siena Messina richiama la creazione di un polo tecnologico, una sede secondaria delle strutture centrali e la valutazione di una nuova direzione commerciale in Toscana. Su Mediobanca dichiara l’intenzione di continuare a investire nel marchio e nelle persone.
Il confronto industriale e sindacale dovrà chiarire funzioni, responsabilità, organici, sedi e prospettive professionali.
Per il nuovo gruppo Messina prospetta un utile netto superiore a 16 miliardi nel 2029 e distribuzioni complessive agli azionisti per circa 61 miliardi nel periodo 2025-2029.
La posizione UILCA: la crescita dei ricavi e degli utili rende ancora più importante il riconoscimento del contributo delle lavoratrici e dei lavoratori. La riduzione dei costi non può essere considerata separatamente da organici, carichi, pressioni commerciali e qualità della vita professionale.
Sul rinnovo contrattuale Messina afferma che l’approccio della banca resta quello di prendersi cura delle persone. Questa indicazione deve trovare riscontro nel confronto negoziale, attraverso riconoscimenti economici, formazione, benessere lavorativo e prospettive occupazionali. Le richieste del personale non possono diventare una variabile residuale rispetto alle distribuzioni agli azionisti o alle scelte di finanza pubblica.

Violenza economica: il ruolo delle banche nel percorso verso l’autonomia
Impedire l’accesso al denaro, ostacolare la ricerca di un lavoro e controllare sistematicamente le spese può rendere una persona dipendente anche quando non vi sono aggressioni fisiche. Rosita Ponticiello, nell’approfondimento pubblicato da NT+ Diritto, descrive la violenza economica come una forma di controllo che può proseguire anche dopo la separazione, attraverso conti, prestiti e obblighi finanziari.
L’autrice richiama pronunce che riconducono determinate condotte di controllo economico al reato di maltrattamenti. È importante distinguere il riconoscimento della violenza economica come modalità della violenza domestica dall’esistenza di una fattispecie penale autonoma: l’articolo evidenzia proprio la difficoltà di una sua configurazione separata.
L’approfondimento richiama il «Protocollo d’intesa per favorire il rimborso dei crediti da parte delle donne vittime di violenza di genere», sottoscritto il 24 novembre 2025 da ABI e dalle organizzazioni sindacali, tra cui UILCA, con durata biennale. Le destinatarie sono donne inserite in percorsi di protezione certificati dai servizi sociali, dai centri antiviolenza o dalle case rifugio.
Banche e intermediari aderenti consentono la sospensione della quota capitale delle rate di mutui ipotecari e finanziamenti di credito ai consumatori per la durata del percorso, fino a diciotto mesi.
L’articolo precisa che la sospensione non comporta commissioni o interessi di mora, a condizione che siano rispettati i pagamenti della quota interessi. Richiama inoltre l’impegno degli istituti a dare visibilità al numero antiviolenza e stalking 1522.
Un passaggio significativo riguarda l’impegno delle parti a promuovere interventi normativi che consentano l’accesso alla sospensione senza dipendere dalla volontà di cointestatari, garanti o terzi datori d’ipoteca.
Il valore dell’iniziativa sta nel riconoscere che un rapporto finanziario può diventare uno strumento di dipendenza.
La posizione UILCA: contrastare la violenza economica significa mettere le donne nelle condizioni di scegliere della propria vita, a partire dal lavoro e dalla disponibilità effettiva del reddito. Nell’audizione al Senato del 7 luglio 2026, Fulvio Furlan ha ribadito che il salario deve essere non soltanto «giusto e dignitoso», ma anche «spendibile da chi lo guadagna». In questa prospettiva, ridurre il divario retributivo e garantire alle donne il controllo delle proprie risorse sono parte dello stesso impegno per l’autonomia e contro la dipendenza economica.
La risposta non può però ricadere sulle sole donne che cercano di uscire dalla violenza. Furlan ha richiamato la necessità di un impegno collettivo, di interventi radicali sul piano culturale e della prevenzione, insieme a sostegni concreti. È il significato attribuito al rinnovo del Protocollo con ABI del novembre 2025, che affianca alle misure economiche percorsi di assunzione per le donne vittime di violenza e per i figli vittime di femminicidio, nell’ambito dei piani di ricambio generazionale. Il lavoro diventa così una possibilità concreta di ricostruzione, dentro una responsabilità che deve essere condivisa dalle aziende, dalle istituzioni e dall’intera comunità.

Assicurazioni: UniCredit completa l’integrazione del Vita

La firma dell’atto di fusione per incorporazione di UniCredit Vita Assicurazioni in UniCredit Life Insurance formalizza un nuovo passaggio nell’internalizzazione del comparto Vita del gruppo.
Il percorso, secondo il testo, era iniziato nel giugno 2025 con l’acquisto del controllo integrale delle due joint venture operanti con CNP Assurances e Allianz.
Alessandro Santoliquido, responsabile assicurativo del gruppo e amministratore delegato della compagnia, presenta la fusione come il completamento di un percorso industriale e l’avvio di una nuova fase di sviluppo. I numeri richiamati sono 46 miliardi di riserve e 9 miliardi di premi nel 2025: grandezze differenti, che descrivono rispettivamente le riserve assicurative e la raccolta annuale.
La posizione UILCA: il consolidamento delle attività deve accompagnarsi alla valorizzazione delle competenze presenti nelle società coinvolte. L’integrazione richiede chiarezza sui ruoli, sui processi e sulle eventuali ricadute organizzative, evitando che le sovrapposizioni vengano affrontate soltanto attraverso una logica di riduzione dei costi.
Lo sviluppo del Vita dipende anche dalla qualità della consulenza e dalla comprensibilità delle coperture. Servono formazione, tempo e strumenti che permettano al personale di operare correttamente, con obiettivi commerciali coerenti con i bisogni della clientela.

Riscossione: intelligenza artificiale nelle professioni fiscali, formazione, verifica e responsabilità

L’intelligenza artificiale può aiutare ad analizzare documenti, organizzare informazioni e preparare comunicazioni, ma il suo impiego professionale richiede un metodo diverso dall’utilizzo occasionale. Maria Laura Fornaci, nell’articolo «IA, guida per l’uso», presenta «Studio Intelligente», il percorso formativo promosso da EBCE per fiscalisti, consulenti, collaboratori degli studi e centri di elaborazione dati.
Il programma descritto comprende due moduli online, previsti il 24 e il 26 novembre, dalle 9.30 alle 12.30. Il primo affronta rischi, regole e responsabilità; il secondo propone applicazioni alle attività quotidiane.
Il corso richiama questioni concrete: quali dati inserire nei sistemi, come selezionare i fornitori, come verificare i risultati e quali regole interne adottare. Tra gli esempi applicativi figurano l’analisi di circolari, l’esame di bandi, la ricerca strutturata e la preparazione di materiali informativi.
Il punto centrale è che l’impiego dell’IA non elimina la verifica umana. Una risposta può essere plausibile ma inesatta, incompleta o non aggiornata. L’obiettivo indicato nell’articolo è rafforzare le competenze professionali, non sostituirle con un affidamento automatico allo strumento.
La posizione UILCA: la formazione sull’IA deve essere parte dell’organizzazione del lavoro, non un onere lasciato all’iniziativa individuale. Introdurre nuovi strumenti richiede tempo per apprendere, procedure di controllo e chiarezza sulle responsabilità, insieme alla protezione delle informazioni.
Anche i benefici devono essere valutati concretamente. Ridurre il tempo delle attività ripetitive può migliorare analisi e relazione con il cliente, ma non deve tradursi soltanto in un aumento dei volumi richiesti o in una compressione degli organici.
Per chi opera nei servizi fiscali e della riscossione l’innovazione acquista valore quando consente di lavorare meglio, preservando accuratezza, riservatezza e autonomia professionale. La fiducia nei servizi dipende anche da questo equilibrio: usare la tecnologia senza rinunciare alla capacità delle persone di comprenderne e controllarne gli effetti.

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