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LA MACEDONIA CONFUSIONALE

Come definire, se non in questo modo, l’atteggiamento della delegazione aziendale che quotidianamente sta dando prova di totale inaffidabilità e di incapacità nel condurre una trattativa che si sta trascinando da mesi? Parliamo ovviamente del confronto in corso sul premio aziendale e sulle armonizzazioni dei contributi relativi alla previdenza e assistenza integrativa.

Riferimenti ossessionanti ai competitors (Bper e Credit Agricole su tutti) quali aziende a cui guardare, senza minimamente conoscere gli accordi che in queste aziende sono stati firmati mesi fa; riferimenti poi “abbandonati” quando ci si documenta e se ne apprende la portata soprattutto economica.

Spostamenti temporali continui delle giornate di trattativa, motivati da presunte e fantasiose decisioni in materia di azionariato diffuso, o da consigli di amministrazione per il piano industriale o dalla necessità di procurarsi il quadro aggiornato degli accordi esistenti relativi a assistenza/previdenza (che l’azienda ignorava) o, dulcis in fundo, dalla sistemazione delle figurine del risiko relativo alla funzione del personale.

Rimpallo di responsabilità tra vertici aziendali, mancanza di un mandato per affrontare la trattativa, riunioni con le OO.SS convocate per poche ore per poi aggiornare il tutto alla settimana successiva, nella lucida consapevolezza, almeno in questo, di perder opportunamente tempo.

Questo balletto, sembra incredibile, ma va in scena dal mese di settembre 2023 nella totale mancanza di rispetto di tutti i lavoratori e delle rappresentanze sindacali! In questa situazione abbiamo dimostrato tanta pazienza e spirito costruttivo, cercando in tutti i modi di collaborare nel tentativo di portare a termine una trattativa che la stessa azienda continua a definire avviata.

A fronte di utili stratosferici, sbandierati ovunque e di un coste-income diminuito di oltre 6 punti percentuali rispetto all’anno precedente, quest’azienda, dopo 5 mesi di pseudo-confronti è arrivata provocatoriamente a riproporre lo stesso importo dello scorso anno del premio aziendale, il tutto gravato da oneri ed esclusivamente sotto forma di welfare nonostante la rivendicazione sindacale legata all’opzione cash con defiscalizzazione sulla quale il direttore risorse aveva dato rassicurazioni il 21 dicembre scorso.

Non potremo mai accettare anche questa volta le briciole e lasciare tutta la torta ai soliti noti! Confidiamo, in estrema sintesi, che in questo gruppo possa finalmente iniziare a prevalere il senso di responsabilità, quella responsabilità da parte aziendale troppo spesso evocata e, mai come in questa trattativa, dalla stessa largamente ignorata.

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Milano,1 febbraio 2024

COORDINAMENTI GRUPPO BANCO BPM FABI – FIRST CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

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