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Comunicato stampa
Uilca, desertificazione bancaria in Lombardia:

indice di insoddisfazione al 92%

Il segretario generale Uilca Fulvio Furlan: servono Osservatori Regionali e una strategia di lungo periodo a tutela di persone, territori e occupazione.

Bene maggiore consapevolezza sul fenomeno

 

Su 10 persone: per 8 incide sullo spopolamento, rappresenta un fattore di marginalizzazione e incide sulle truffe online; per 7 favorisce l’usura

Milano, 31 luglio 2026 – La desertificazione bancaria continua e gli impatti su persone, territori ed economia reale aumentano. Filiali chiuse, servizi assenti, comuni spopolati e cittadini più esposte a rischi di truffe on-line e usura. Questo il quadro che emerge dal terzo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria “L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025[1]”: in Lombardia nove persone su dieci sono insoddisfatte (91,9%) per la riduzione o chiusura delle filiali nel luogo in cui vivono; per otto su dieci la presenza di un bancomat non è sufficiente a sostituire il rapporto umano. Il Rapporto Uilca 2025 introduce una novitàtre focus tematici su spopolamento, truffe informatiche rischio usura.

La desertificazione bancaria non è un luogo comune, ma un tema concreto e noto all’opinione pubblica, i cui molteplici effetti negativi si riversano sul tessuto sociale ed economico del Paese: dall’aumento delle truffe online allo spopolamento dei territori, fino al rischio di usura e riciclaggio. Dietro ogni sportello chiuso c’è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia“, commenta il segretario generale Uilca Fulvio Furlan.

 

La desertificazione bancaria in Lombardia. Dal 2020 al 2025 i comuni serviti da banche in Lombardia sono diminuiti del 11,6%, da 1.065 a 941. Ogni mese sono stati chiusi, in media, 17 sportelli bancari. Nel periodo considerato le filiali sono passate da 4.699 nel 2020 a 3.684 nel 2025, registrando un calo del 21,6%. Ad oggi sono 785.481 i cittadini che risiedono in comuni privi di sportelli.

“È un bene che oggi ci sia una più ampia consapevolezza sull’entità del problema, ma c’è ancora molto da fare. In primo luogo, è indispensabile che in ogni Regione, come già avvenuto in alcune[2], sia avviato un Osservatorio con la partecipazione delle parti politiche, dei Sindacati, di Abi e delle banche per monitorare il fenomeno e intervenire in anticipo laddove si voglia procedere a una nuova chiusura, che lascerebbe senza filiali il territorio in questione. Proseguiremo con determinazione la nostra battaglia: la banca deve recuperare e rafforzare il proprio ruolo sociale, mettendo al centro le persone. In questo scenario, il risiko bancario deve rispondere a obiettivi industriali di lungo periodo, così da tutelare l’occupazione ed evitare l’aggravio del problema”, conclude Furlan.

Il Rapporto 2025 in breve (CFR. ALL.1)

  • per otto persone su dieci (76%) la prossimità di una filiale influisce “molto + abbastanza” sulla propensione a investire
  • per otto su dieci (78,4%) la banca fisica è un luogo utile per assistenza su risparmi e investimenti
  • per otto su dieci (77,4%) la presenza di una filiale incide sulla scelta di vivere o meno in un territorio

I focus in breve (CFR. ALL.2)

  • spopolamento: per otto su dieci (75,9%) in Lombardia la chiusura delle filiali rappresenta un fattore di marginalizzazione del territorio
  • truffe informatiche: per otto su dieci (82,9%) la mancanza del bancario incide sulla capacità dei cittadini di difendersi da phishing e frodi online
  • rischio usura: per sette su dieci (74,2%) la scomparsa delle filiali contribuisce al diffondersi dell’usura

“La Lombardia rappresenta un pilastro per l’equilibrio economico nazionale e per lo sviluppo del Paese. Proprio per questo una rete di servizi essenziali, come quella bancaria, deve essere preservata e non ridotta attraverso processi di mera razionalizzazione. La chiusura degli sportelli non può rappresentare solo una leva organizzativa e una strategia industriale, cittadini e imprese ne subiscono le conseguenze dirette, con il rischio che i territori finiscano per rivolgersi a soggetti non qualificati. I dati del nostro Rapporto confermano che i lombardi attribuiscono grande valore al rapporto diretto con il personale bancario e chiedono una presenza capillare sul territorio. La transizione digitale deve essere un’opportunità, non un alibi per abbandonare comunità, aree interne e fasce più fragili della popolazione. Serve un modello che integri innovazione e prossimità: la presenza di presidi bancari nei territori è indispensabile per garantire inclusione sociale ed economica.” Ribadisce Claudia Dabbene – segretaria generale Uilca Lombardia.

Nell’ultimo anno emerge una maggiore conoscenza del problema, anche grazie all’azione portata avanti dalla Uilca e dagli altri Sindacati e all’attenzione della stampa: il 56,3% degli intervistati ha dichiarato di aver acquisito informazioni attraverso i media; il 32,7% attraverso il passaparola o con il confronto con parenti e amici; il 28,4% attraverso l’esperienza personale legata a chiusura o riduzione dei servizi della propria filiale e l’8,9% grazie alle campagne di sensibilizzazione o le iniziative promosse da Uilca.

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