Il tema della desertificazione bancaria è stato al centro della puntata di UnoMattina Estate su Rai 1, con dati e analisi che confermano la gravità del fenomeno. Le chiusure degli sportelli bancari continuano a crescere in tutta Italia, colpendo soprattutto le aree interne e i cittadini più fragili, in particolare gli anziani.
I numeri della desertificazione bancaria
Secondo il Centro Studi Uilca, il quadro è allarmante:
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3.380 comuni italiani non hanno più uno sportello bancario.
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In queste aree vivono 4,6 milioni di persone, di cui molte anziane.
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Nel 2024 sono stati chiusi 614 sportelli, di cui 135 nelle aree interne, zone già caratterizzate da carenza di servizi essenziali.
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Nello stesso anno ci sono state appena 34 nuove aperture nelle aree interne, contro 135 chiusure: il saldo resta quindi profondamente negativo.
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Dal 2019 al 2024, in Italia si sono perse circa 4.600 filiali (–19,2%), con una media di 76 chiusure al mese.
Il risultato è che oltre 13 milioni di cittadini italiani vivono in territori sempre più isolati dal punto di vista bancario e finanziario.
Nel corso della puntata, Federico Ruffo, conduttore di Mi manda Raitre, ha commentato:
“Il problema riguarda soprattutto chi non è nativo digitale, chi non sa come rapportarsi quando il digitale non ti aiuta. Provate ad avere un problema che non potete risolvere rapidamente al telefono con una voce automatica o con l’home banking: senza un confronto diretto con qualcuno che ti dica ‘fermiamoci, c’è un problema, lo risolviamo’, diventa impossibile. Questo non è solo un tema di mezzi, ma un tema di civiltà. Se io pago le tasse, sono un cittadino e ho il diritto di poter fare un pagamento senza dover percorrere 80 chilometri o due ore di corriera. Il patto fra cittadino e Stato, quello che dovrebbe garantire una vita dignitosa, viene meno. E spesso proprio nei territori dove mancano gli sportelli ci sono anche grandi problemi di connessione: alla perdita del presidio fisico si aggiunge l’assenza di un’alternativa digitale affidabile.”

A lui ha fatto eco Stefano Santin, della Casa del Consumatore:
“Le banche hanno deciso di razionalizzare le proprie filiali: costano in affitti, personale, strutture e sicurezza. Per questo hanno iniziato a tagliare nei piccoli centri, considerati meno produttivi, e poi, anche nei grandi centri, ad accorpare sportelli, spesso come effetto delle fusioni bancarie. La desertificazione bancaria, però, non è solo un problema economico: è un problema di esclusione sociale. È vero che le banche puntano molto sull’online, ma esistono ancora ampie zone del Paese prive di segnale. Come ex bancario ricordo con emozione un tempo in cui le banche costruivano relazioni, non solo numeri. Oggi il credito è deciso da algoritmi e intelligenza artificiale, quasi come in una slot machine.
I giovani sono più abituati allo smartphone, ma non dimentichiamo che la maggior parte delle truffe online colpisce proprio chi usa il cellulare, spesso privo di protezioni adeguate rispetto a un computer” — conclude Santin.