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Rassegna stampa Uilca Lombardia 

Nella rassegna di oggi tre partite dominano la scena dei nostri settori: sul fronte bancario si intreccia il risiko italiano con quello europeo (incontro Orcel-Giorgetti su Commerzbank, gara a quattro per la ex Banca del Sud, nodi dell’Opas Intesa su MPS); nelle assicurazioni entra nel vivo il dossier MPS-Generali con la lettera di riservatezza firmata per l’alleanza assicurativa; sulla riscossione tiene banco il decreto bollo auto, che secondo i conti del Sole 24 Ore cancella il 30,4% degli incassi totali dell’imposta e apre uno scontro con le Regioni.

Uilca vigila su tutti e tre i tavoli con la linea consolidata di questi mesi: le operazioni straordinarie devono rispondere a una logica industriale, il lavoro deve pesare nelle decisioni e ogni misura fiscale va accompagnata da un rafforzamento — non da un ridimensionamento — della struttura pubblica.

 Banche — Risiko in movimento: incontro Orcel-Giorgetti e la “scure” del cambio di controllo su MPS

La partita del risiko bancario entra in una fase decisiva. La Stampa (Chicco-Goria) racconta l’incontro tra Andrea Orcel e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, con al centro la partita italiana e il nodo Commerzbank.

Su Milano Finanza, Andrea Deugeni e Luca Gualtieri mettono in copertina la “scure del cambio di controllo” che potrebbe scattare sulle offerte MPS in caso di successo dell’Opas Intesa. A completare il quadro, Repubblica intervista il giurista Alberto Maria Benedetti che parla di “confusione e poca chiarezza nelle mosse di MPS” (Scozzari).

Su questo terreno la Uilca ha una linea che non è di oggi, ma che oggi torna centrale. Come ha ricordato il Segretario generale Fulvio Furlan presentando il secondo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria, “le aggregazioni bancarie, se devono esserci, devono basarsi su una logica industriale di lungo periodo e non rispondere a motivazioni di natura politica o legate solo al profitto o agli interessi dei grandi azionisti”. È una posizione che pesa: il movimento in corso riguarda oltre 100mila addetti del settore, circa il 40% della forza lavoro bancaria (UN Magazine n. 48).

Sul dossier MPS in particolare, la Uilca chiede che si diano forza alle soluzioni capaci di conservare un’impresa riconoscibile, con responsabilità, competenze e capacità di investimento proprie, valorizzando il percorso di risanamento e il legame con Siena. Il futuro del Monte non è solo una questione di azionisti, ma anche di qualità dell’occupazione, di pluralità del credito e di presidio del territorio.

Sull’espansione europea di UniCredit vale il richiamo consolidato del sindacato: ogni operazione straordinaria deve tradursi in valore industriale, tutela occupazionale e riconoscimento economico per lavoratrici e lavoratori.

Assicurazioni — MPS e Generali firmano la lettera di riservatezza: prove di alleanza assicurativa

È la notizia di apertura sul Sole 24 Ore di oggi: Fabio Tamburini scrive che MPS e Generali hanno firmato una lettera di riservatezza per avviare le trattative su un’alleanza assicurativa. Un primo passo concreto verso l’integrazione dei perimetri del Monte e del Leone, che si affianca al primo via libera Ivass all’Opas Intesa già arrivato ieri. Il Messaggero (Amoruso) sottolinea che il mercato ha “promosso” l’Opas dopo l’ok Ivass, con Intesa in “scatto” a Piazza Affari.

Per la Uilca l’alleanza MPS-Generali è un tassello che va inserito in un disegno industriale coerente. La linea è quella espressa dal Segretario nazionale Emanuele Bartolucci sul Piano industriale 2025-2027 di Generali: perché il piano abbia pieno successo servono “relazioni sindacali costanti e costruttive tese a ricercare soluzioni condivise e la valorizzazione del settore assicurativo, nel cui ambito Generali svolge un ruolo primario”.

Un’indicazione tanto più rilevante oggi, con il perimetro assicurativo del Monte (la JV AXA-MPS e ora la costruenda alleanza con il Leone) che diventa asset industriale strategico della banca in ogni ipotesi di riassetto.

Sul fronte MPS, Uilca e Uil Toscana hanno espresso “preoccupazione per il territorio e l’occupazione” e Uilca MPS ha già chiarito che “il lavoro deve pesare nelle decisioni”: le partnership assicurative del Monte non possono essere valutate solo sotto il profilo autorizzativo, ma per gli effetti concreti su occupazione, professionalità e presidio territoriale.

Riscossione — Bollo auto, il decreto cancella il 30,4% degli incassi: Regioni divise, coperture Pnrr e la centralità del personale della Riscossione

Il Sole 24 Ore di oggi (Mobili-Trovati, pag. 3) svela i conti veri del decreto legge approvato mercoledì: l’abolizione del bollo auto 2027 per auto fino a 80 kW e per tutti i motocicli cancella il 30,4% degli incassi totali dell’imposta. Sono 2,362 miliardi di coperture attese dai risparmi sulle misure finanziate per attuare gli obiettivi del Piano, necessarie a compensare le Regioni titolari del gettito.

La Uilca sulla riscossione ha appena chiuso un ciclo contrattuale che il sindacato considera un punto fermo. Il rinnovo del Ccnl 2025-2027 e i Cia di Agenzia delle Entrate-Riscossione ed Equitalia — approvati dal 95% dei votanti — hanno “riconosciuto la centralità delle persone”, con aumenti retroattivi del 4% dal 1° gennaio 2025, del 3% dal 1° gennaio 2026 e dell’1% dal 2027, per un incremento a regime dell’8,19% sul tabellare.

Il ragionamento politico che il sindacato porta anche sul bollo auto è coerente con la nota Uilca sulla manovra finanziaria 2026: ogni intervento fiscale — dall’alleggerimento delle imposte alla rottamazione, dalle accise agli incentivi — deve accompagnarsi al rafforzamento e non al ridimensionamento della struttura pubblica della riscossione e delle sue professionalità.

In questa direzione va anche il pronunciamento unitario dei sindacati del settore (First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca) contro il “decreto correttivo omnibus” che dal 1° gennaio 2027 vieta pagamenti e rimborsi in contanti e assegno agli sportelli AdER: una misura che, denunciano le sigle, “limita gli strumenti dell’Ente e penalizza i contribuenti”.

La Uilca chiede quindi che, mentre il decreto bollo attraversa il Parlamento, si tenga aperto il confronto sulle ricadute organizzative e occupazionali della trasformazione in corso — perché il consenso politico di un taglio d’imposta non può oscurare la tenuta della macchina che quel tributo deve continuare a raccogliere, controllare e restituire in servizi.

 

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