Alle richieste delle OO.SS. di adeguare le giornate di lavoro agile a quelle a disposizione dei colleghi di Banco Bpm e Bper (10 giorni mese dagli attuali 8 giorni) e di reintrodurre un buon pasto pari ad almeno la metà di quello attuale (8 euro) per le giornate di lavoro agile, l’Azienda ha risposto incrementando (con decorrenza 1° luglio 2026) il buono pasto da 8 a 9 euro ma rifiutando la proroga della disciplina vigente relativa allo smart working in scadenza nel corrente mese (proroga finalizzata alla definizione di soluzioni equilibrate e sostenibili per tutte i lavoratori e tutte le lavoratrici) mantenendo la volontà di ridurre le giornate di lavoro agile (come da precedente comunicato).
Questo atteggiamento (di carattere chiaramente autocratico) non tiene conto dell’impatto sulle persone, né del valore che la flessibilità organizzativa di cui l’Azienda ha usufruito nel corso di questi anni.
Tale atteggiamento certamente non può essere mitigato dall’incremento del buono pasto che da gennaio di quest’anno le OO.SS. hanno richiesto a più riprese sino all’importo di 10 euro come da ultima Legge di Bilancio (auspicando in un accordo sindacale come accade nella maggior parte degli Istituti di Credito italiani).
Stante la situazione creatasi, le OO.SS. hanno ritenuto opportuno coinvolgere le Segreterie Territoriali e Nazionali, richiedendo all’Azienda un incontro (per il 24 c.m.) volto alla definizione per la disciplina dello smart working di un quadro regolamentare aggiornato e pienamente rispondente alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori.
Chiaramente non possiamo ignorare come sino ad oggi l’Azienda continui a rifiutare ogni forma di compromesso, procedendo a una condotta unilaterale che, ribadiamo, essere immotivata, irragionevole, incomprensibile e ingiustificata, soprattutto alla luce dei risultati positivi che il lavoro da remoto ha generato negli ultimi anni, sia in termini di produttività sia di conciliazione vita-lavoro.
In questo quadro, va sottolineato come solo attraverso la partecipazione e l’unità delle lavoratrici e dei lavoratori potremo contrastare l’approccio dell’Azienda da ritenersi non solo sbagliato nel metodo, ma profondamente dannoso nel merito.
Le OO.SS. vi aggiorneranno sui prossimi sviluppi.