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Rassegna stampa Uilca Lombardia 
I giornali oggi raccontano tre modi diversi in cui il valore prodotto dal lavoro e dal risparmio può andare perso.
Nel credito, L’Economia del Corriere della Sera stima che la liquidità lasciata ferma sui conti correnti costi alle famiglie italiane circa 130 miliardi. Nelle assicurazioni, l’intelligenza artificiale cambia la natura del rischio cyber e obbliga a rivedere coperture e massimali.
Nella riscossione, Repubblica segnala il ritorno della “tassa invisibile”: il drenaggio fiscale che pesa per 13 miliardi su stipendi e pensioni.
In tutti e tre i casi il punto per la Uilca è lo stesso: servono professionalità, consulenza e regole per proteggere il valore creato dalle persone. Le banche devono aiutare i risparmiatori a fare scelte consapevoli. Le compagnie devono dare davvero protezione a clienti e imprese. Il fisco non deve colpire sempre gli stessi contribuenti.
Banche — La “tassa” da 130 miliardi della liquidità ferma
Su L’Economia del Corriere della Sera, Patrizia Puliafito calcola quanto costa agli italiani l’abitudine di tenere il risparmio fermo sui conti correnti. Secondo i dati di Banca d’Italia, le famiglie hanno depositato oltre mille miliardi. Tra inflazione e mancati rendimenti, la perdita equivale a una vera e propria “tassa” da circa 130 miliardi. Sul Sole 24 Ore, Marco Barlassina mostra che anche la Generazione Z è prudente: i giovani cercano soprattutto liquidità e pochi rischi, anche se crescono ETF e piani di accumulo. Su Repubblica Affari&Finanza, Adriano Bonafede ricorda infine i dieci anni record della raccolta delle reti di consulenza.
La posizione Uilca. Il risparmio fermo sui conti non dipende solo dalle scelte delle famiglie. È anche il segnale di un bisogno di consulenza che il sistema bancario fatica a soddisfare. Negli ultimi anni le filiali sono diminuite e il personale si è ridotto, mentre i clienti trovano sempre meno spesso un interlocutore stabile. Per la Uilca, far crescere il risparmio degli italiani in modo sano significa investire nelle persone che lo gestiscono. Bisogna garantire formazione, tempo da dedicare al cliente e una presenza reale sul territorio.
Serve però una condizione precisa: la consulenza deve partire dai bisogni del cliente, non dal budget di vendita. La campagna Uilca “Basta pressioni commerciali” ricorda che il problema “non sono i risultati non raggiunti ma l’organizzazione del lavoro improntata sulla massimizzazione del risultato, ad ogni costo”. Classifiche, report continui e riunioni per spingere prodotti senza spiegarne i contenuti restano comportamenti vietati dagli accordi nazionali sulle politiche commerciali. Portare i giovani e le famiglie verso investimenti più adatti è un obiettivo condiviso. Per raggiungerlo, però, serve una vendita etica, non la corsa al prodotto del mese. Anche questo è un tema del rinnovo del contratto nazionale in corso: benessere lavorativo e qualità del servizio al cliente vanno di pari passo.
Assicurazioni — L’IA cambia il rischio cyber, massimali da rivedere
Su L’Economia del Corriere della Sera, Maria Elena Zanini spiega come l’intelligenza artificiale stia trasformando il rischio informatico. Gli attacchi sono più rapidi, più sofisticati e più difficili da prevedere. Per questo, secondo gli esperti del settore, molte coperture cyber sottoscritte dalle imprese hanno massimali non più adeguati. Il tema si collega al Sole 24 Ore Norme e Tributi, dove Maurizio Hazan e Sara Calì analizzano il nuovo decreto legislativo 160/2026, che facilita l’accesso alle prove per chi subisce danni causati da sistemi di IA. Su Repubblica Affari&Finanza, Carlotta Scozzari mostra quanto l’intelligenza artificiale sia ormai centrale anche per banche e assicurazioni.
La posizione Uilca. Il rischio cyber mostra bene come l’intelligenza artificiale sia insieme un’opportunità e una responsabilità per il settore assicurativo. Le compagnie devono proteggere clienti e imprese da rischi nuovi, e per farlo servono competenze tecniche elevate nella valutazione dei rischi, nella liquidazione dei sinistri e nella consulenza. Per la Uilca, queste competenze vanno costruite con la formazione di chi lavora oggi nelle compagnie, non sostituite dagli algoritmi.
La strada è già tracciata dal rinnovo del contratto nazionale ANIA di maggio. Il contratto ha introdotto un Protocollo sull’Intelligenza Artificiale basato su trasparenza, formazione e tutela di lavoratrici e lavoratori nei processi di digitalizzazione. Il segretario nazionale Emanuele Bartolucci lo ha definito “un risultato di grande valore, politico e sindacale, capace di coniugare innovazione, diritti e crescita salariale”.
Lo stesso principio vale anche all’interno delle aziende. La sicurezza informatica dipende anche da persone formate e da organizzazioni che non scarichino sul singolo dipendente il peso di sistemi sempre più complessi. La Uilca chiede che il Protocollo venga applicato con decisione anche nei gruppi e nelle singole compagnie. Qualsiasi introduzione di nuovi strumenti deve passare prima dal confronto sindacale.
Riscossione — Torna la “tassa invisibile”: 13 miliardi su stipendi e pensioni
Su Repubblica, Valentina Conte scrive che il drenaggio fiscale pesa per 13 miliardi sui redditi da lavoro dipendente e da pensione. Con l’inflazione gli stipendi aumentano sulla carta, ma scaglioni e detrazioni Irpef restano fermi. Il risultato è un prelievo più alto senza un reale aumento del potere d’acquisto. Il tema arriva mentre si prepara la manovra. Su L’Economia del Corriere, Ferruccio de Bortoli e Mauro Marè chiedono di semplificare il fisco e ridurre le spese fiscali.
La posizione Uilca. Il drenaggio fiscale colpisce proprio chi paga le tasse fino all’ultimo euro, perché le imposte vengono trattenute direttamente in busta paga. È la conferma di un problema già denunciato: lavoratori dipendenti e pensionati sostengono gran parte del gettito Irpef, mentre altre categorie godono di regimi agevolati, concordati e definizioni agevolate. Per la Uilca, prima di discutere nuove flat tax, bisogna restituire a lavoratori e pensionati quanto l’inflazione ha tolto loro con un fisco non aggiornato.
Una restituzione equa ha bisogno di risorse, e le risorse si trovano recuperando ciò che è dovuto e non viene versato. È qui che la riscossione diventa decisiva. Un’Agenzia delle Entrate-Riscossione con organici adeguati, strumenti moderni e professionalità valorizzate contribuisce a ridurre il peso che grava sempre sugli stessi contribuenti. Le lavoratrici e i lavoratori della riscossione non sono i “cattivi” del sistema. Svolgono un servizio pubblico che rende possibile la giustizia fiscale. Rafforzare questo presidio, invece di indebolirlo con nuovi condoni, è secondo la Uilca il modo più concreto per rendere il fisco più giusto.

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