In News
Rassegna stampa Uilca Lombardia
MPS al voto, previdenza e manovra: dalle scelte agli impegni concreti
Tra un annuncio e una garanzia c’è una distanza che si misura nelle condizioni a favore delle persone. È il punto da cui leggere la rassegna di oggi: l’assemblea MPS chiamata a decidere sulle proposte di Lovaglio, le richieste dei sindacati sul futuro del personale e del territorio senese, il confronto sul salvadanaio per i nuovi nati e le misure della manovra approvata dal Consiglio dei ministri.
La tutela delle lavoratrici e dei lavoratori resta il punto fermo: alle dichiarazioni devono seguire impegni concreti, precisi e verificabili.
Nel credito significa tradurre le prospettive industriali e occupazionali in accordi precisi, anche per le attività destinate a cambiare gruppo. Nella previdenza significa valutare accessibilità, costi e finalità degli strumenti, senza confondere l’avvio di un percorso con la soluzione delle disuguaglianze. Sul fisco significa distinguere gli annunci dalle disposizioni definitive e verificare chi beneficia degli interventi, con quali requisiti e attraverso quali coperture.
Banche: MPS, oggi il voto sulle offerte. I sindacati chiedono garanzie su lavoro e territorio
L’assemblea degli azionisti MPS del 29 ottobre rappresenta un passaggio decisivo nel confronto tra il progetto di Luigi Lovaglio e l’offerta di Intesa Sanpaolo. Luca Davi, nell’articolo «MPS, azionisti al voto sulle OPS. Verso un plebiscito di contrari», descrive un orientamento nettamente sfavorevole alle offerte del Monte su Banco BPM e Banca Generali e al maxi-dividendo collegato al piano.
Il blocco contrario alle offerte ha raggiunto circa il 40% del capitale. Ne fanno parte Delfin, il gruppo Caltagirone, Edizione-Benetton e altri investitori, cui si aggiunge Norges Bank. La partecipazione assembleare è attesa tra il 65% e il 70%, in assenza del ministero dell’Economia e di Banco BPM.
Un capitolo distinto riguarda la fusione di Mediobanca in MPS. Su questa proposta i consulenti di voto ISS e Glass Lewis hanno espresso un orientamento favorevole, diversamente dalle indicazioni sulle offerte difensive. L’articolo riferisce però che le posizioni contrarie di importanti azionisti, insieme all’orientamento di BlackRock, renderebbero difficile anche questo passaggio.
Intesa, intanto, guarda al percorso della propria OPAS, che Davi colloca nella seconda metà di novembre, subordinatamente al via libera della Consob sul prospetto.
I sindacati riportano l’attenzione sulle conseguenze per il personale e per Siena. Durante la trasmissione A Carte Scoperte, le dichiarazioni del direttore regionale Toscana e Umbria di Intesa su circa 13mila assunzioni entro il 2029 sono state accolte con la richiesta di precisarne distribuzione territoriale, tipologie contrattuali e contenuti industriali. Il dato nazionale, osservano i rappresentanti sindacali, non costituisce di per sé una garanzia per il territorio senese.
Spinella: accordi specifici anche per il perimetro destinato a Unipol
Marco Spinella, segretario generale UILCA Toscana, indica il passaggio necessario: se l’operazione andrà in porto, gli impegni dovranno essere concretizzati con i sindacati aziendali attraverso accordi specifici. Evidenzia inoltre una differenza tra le dichiarazioni riferite al piano Intesa e l’assenza, al momento dell’intervento, di certezze sulla parte del Monte destinata a Unipol.
Il tema riguarda anche il ricambio occupazionale. Spinella richiama i circa 2.200 lavoratori diretti presenti a Siena, oltre all’indotto, e avverte che la mancata sostituzione di chi raggiunge i requisiti pensionistici può comportare la perdita di centinaia di posti. Per una città delle dimensioni di Siena, il rischio non è soltanto aziendale, ma riguarda l’economia locale.
La richiesta sindacale è quindi di declinare ogni piano nazionale sulle singole realtà: quanti posti, dove, con quali contratti e con quali prospettive. Il voto dei soci decide un passaggio societario; la qualità della trasformazione dipenderà anche dalle garanzie costruite per chi lavora e per le comunità.
Assicurazioni: salvadanaio per i nuovi nati, ANIA chiede pluralità di gestori
Giovanni Liverani valuta positivamente l’idea di avviare una posizione di risparmio per i nuovi nati, ma chiede che la gestione non sia riservata esclusivamente all’INPS. Anna Messia, nell’articolo «Liverani: il salvadanaio previdenziale non sia gestito dall’INPS», ricostruisce la posizione del presidente ANIA: apertura a più operatori, possibilità di scelta e concorrenza tra modelli.
Per Liverani lo strumento potrebbe avvicinare le nuove generazioni alla previdenza complementare. La richiesta è che l’INPS svolga una funzione di raccolta delle adesioni, lasciando spazio a fondi collettivi e soluzioni assicurative individuali.
Il confronto non riguarda soltanto chi debba gestire il conto, ma anche la sua finalità.
La descrizione governativa riportata nell’articolo prevede che, al compimento dei diciotto anni, le somme possano essere utilizzate per università, avvio di un’attività o prosecuzione dell’accumulo previdenziale. Liverani propone invece una posizione propriamente previdenziale, senza possibilità ordinaria di impiegare il capitale prima della pensione.
Sono quindi impostazioni differenti: una riserva per l’ingresso nella vita adulta oppure un accumulo vincolato alla vecchiaia. ANIA chiede inoltre trasferibilità, operatori solidi e professionali e investimenti life cycle, calibrati sull’orizzonte temporale.
Liverani critica inoltre il nuovo contributo richiesto a banche e assicurazioni, riferendo che non vi sarebbe stato un confronto con il Governo. Il presidente ANIA contesta una lettura del settore come fonte di risorse di breve periodo e chiede condizioni normative e fiscali stabili per sviluppare progetti su previdenza, salute e protezione dai rischi naturali.
La posizione UILCA: la stabilità delle regole è importante, ma deve accompagnarsi al riconoscimento del personale e alla qualità dei servizi. Lo sviluppo della previdenza integrativa richiede anche redditi adeguati e continuità occupazionale: la libertà di scegliere un prodotto non coincide automaticamente con la possibilità economica di alimentarlo.
Qualunque sia il modello adottato per i nuovi nati, costi, risks, vincoli e destinazione delle somme devono essere comprensibili. La protezione delle nuove generazioni richiede strumenti accessibili e coerenti, senza sostituire le responsabilità della previdenza e del welfare pubblici.
Riscossione: manovra da 26 miliardi – IRPEF, lavoro e famiglie nel disegno approvato dal Governo
La manovra 2027 approvata dal Consiglio dei ministri vale 26 miliardi, secondo la ricostruzione di Gian Maria De Francesco. Il pacchetto concentra gli interventi su fisco, famiglie, sanità e lavoro.
L’intervento principale sull’IRPEF estende da 50mila a 55mila euro il limite dello scaglione al 33%. Sulla quota interessata l’aliquota scenderebbe dal 43% al 33%, con un risparmio massimo di 500 euro annui.
Sul fronte abitativo vengono indicate riduzioni della cedolare sui canoni concordati, un trattamento specifico per gli under 35, una cedolare per i negozi e la conferma dei bonus per ristrutturazioni e mobili.
L’articolo riporta un premio di 2.500 euro per gli under 30, tassato all’1%, e la conferma di regimi agevolati sui premi di produttività e su determinati aumenti contrattuali. Vengono inoltre richiamati il bonus per le madri e gli incentivi alle assunzioni.
Per i congedi parentali il disegno descritto aumenta i mesi indennizzati all’80%, con una durata differenziata in relazione al numero dei figli.
La posizione UILCA: questi interventi devono essere valutati insieme ai requisiti di accesso e alla platea effettiva. Le agevolazioni fiscali possono sostenere il reddito, ma non sostituiscono aumenti contrattuali adeguati, stabilità del lavoro e strumenti organizzativi che rendano possibile la conciliazione.
Per la sanità l’articolo indica un incremento del Fondo sanitario di 3,4 miliardi, fino a 146,3 miliardi. Riporta inoltre un voucher da 300 euro per determinate spese non coperte dal Servizio sanitario nazionale, destinato agli over 75 con pensione fino a 28mila euro.
Sul versante previdenziale viene descritto un fondo da 850 milioni per l’uscita flessibile. Lo stanziamento, da solo, non chiarisce però chi potrà accedere alla pensione prima né con quali condizioni: il titolo generale sull’anticipo pensionistico non basta a definire il diritto individuale.
L’esenzione dal bollo per le auto medio-piccole verrebbe resa strutturale. Anche in questo caso sarà importante verificare perimetro, requisiti e disciplina applicativa.
Circa 12 miliardi deriverebbero dalla flessibilità delle clausole nazionali; altri 5,5 miliardi dal settore finanziario e dalla Tobin tax. Sono inoltre indicati 700 milioni dall’energia, altrettanti dai giochi e un miliardo da riduzioni delle spese ministeriali.
La posizione UILCA: per le lavoratrici e i lavoratori conta il risultato complessivo: il beneficio netto delle riduzioni fiscali, l’accessibilità dei servizi e l’assenza di ricadute negative su occupazione e condizioni di lavoro. Per il personale dei servizi fiscali e della riscossione il passaggio dalle misure annunciate all’applicazione richiederà disposizioni chiare, formazione e sistemi aggiornati, evitando che le incertezze si traducano in maggiori pressioni su chi assiste i contribuenti.

Digita le parole che stai cercando e premi invio