Antonio Albrizio – Uil Lombardia: il tempo delle persone al centro della contrattazione
Sicurezza, ritmi sostenibili, parità e innovazione: il segretario generale UIL Lombardia richiama il ruolo del sindacato nel restituire valore al lavoro e qualità alla vita.
Questi i temi principali toccati da Albrizio durante la trasmissione “Benessere Lavoro Sì, Subito!” Dedicata al tempo, un programma ideato da Uilca Lombardia e condotto da Max Viggiani.
Il tempo di lavoro non può essere considerato soltanto una misura della produttività. È anche una questione di salute, dignità e possibilità di conciliare l’attività professionale con le responsabilità personali.
«Spesso ci vengono richiesti ritmi impossibili, turnazioni molto complicate, complesse, situazioni ambientali difficili, molta pressione».
Per Albrizio la prevenzione comincia dall’organizzazione del lavoro. Carichi, turni, tempi di esecuzione e pressioni sulle prestazioni devono entrare nella contrattazione nazionale e di secondo livello. La fretta e la compressione dei costi, richiamate anche in relazione alla filiera degli appalti, non possono tradursi in un aumento dei rischi per le persone.
La tutela riguarda sia la sicurezza fisica sia la salute psicologica. Lo stress lavoro-correlato impone di interrogarsi su richieste sempre più elevate e condizioni che espongono i lavoratori a una pressione continua. In questo quadro si inserisce la campagna UIL “Zero morti sul lavoro”, accompagnata dalla richiesta di controlli adeguati e di una formazione capace di costruire una reale cultura della prevenzione.
«Il tempo che viene speso al lavoro deve essere riconosciuto correttamente».
Il riconoscimento del tempo passa anche dal salario e dalla riduzione dell’orario a parità di retribuzione, tema che Albrizio indica tra quelli da sviluppare nella contrattazione. Non si tratta soltanto di lavorare meno, ma di organizzare meglio il lavoro, valorizzandone la qualità.
Il ragionamento si estende alla parità: la disponibilità di tempo richiesta dalle imprese può diventare una barriera per chi sostiene responsabilità di cura. Da qui il richiamo alla condivisione dei compiti familiari e a servizi accessibili, dagli asili nido al sostegno alla non autosufficienza.
Anche l’intelligenza artificiale va affrontata in questa prospettiva: i benefici di produttività devono poter tornare alle persone, attraverso tempo recuperato e riconoscimento economico. Un terreno centrale anche per il confronto UILCA sull’innovazione e sulla qualità del lavoro.